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la foto dell'anno

  • Non ho capito se c'è una n in più o in meno, nel dubbio parliamo d'altro.

    Considerata la diffusa confusione esistente in materia di foto, vediamo di capirci meglio. Naturalmente questo è il mio punto di vista, sempre confutabile. Esiste al riguardo una specifica normativa, ma per evitare tecnicismi legali vediamo di comprendere un semplice concetto: chi è il proprietario di una foto? Apparentemente sembra una banalità ma vediamo con alcuni esempi pratici:

    - una foto del Colosseo.

    - una foto della neve sui tetti delle case.

    - una foto di un delfino nell'acqua del mare.

    - una foto del Presidente della Repubblica.

    - una foto di una volata al Giro di Francia.

    - una foto di Antonella Clerici che saluta il pubblico nello studio.

    Vi rendete conto che tanto semplice non è, chi deve concedere l'autorizzazione per quella del Colosseo? Per la neve sui tetti? Per Antonella Clerici? (Lei o la RAI e poi con qualcuno del pubblico ritratto come la mettiamo?).

    La giurisprudenza dice che la proprietà di una foto è del fotografo che l'ha realizzata ed essa viene assimilata alle opere creative. Nel caso il fotografo abbia "lavorato" su commissione la foto è di proprietà del cliente che l'ha pagato. Quando si pubblica una foto deve essere indicato: a) il nome dell'autore (fotografo), b) data della realizzazione. Attenzione poichè la foto è considerata un'opera creativa, se io ad esempio, faccio un collage tra diverse foto producendo una nuova foto l'autore di questa ultima sono io. Finquando la foto prodotta è conservata nel cassetto, una sua pubblicazione violerebbe precisi reati previsti dal codice, ma quando si decide di rendere pubblica la foto tramite, ad esempio, internet. Abbiamo diversi scenari:

    1) creo un mio sito privato sul quale la pubblico e per evitare che possa essere copiata uso accorgimenti tecnici tra i quali a) logo sulla foto, b) impedire ai motori di ricerca di indicizzare il mio sito (l'indirizzo sarà noto solo a chi lo comunico).

    2) la pubblico, gratuitamente, su un sito commerciale accettando implicitamente l'autorizzazione al gestore dell'uso lecito della stessa.

    Nell'esempio detto, se io realizzo una foto collage e la pubblico su siti al fine di lucro, (esempio foto di martina22, altea, xcrisalidex sul sito bellezze del mediterraneo) le persone fisiche o giuridiche interessate possono chiedere adeguato risarcimento economico, proporzionato al guadagno conseguito. Se invece la pubblico sul sito, ad esempio, Escort di scorta. Le persone fisiche o giuridiche interessate possono citarmi per offesa della loro onorabilità e chiedere anche un risarcimento economico. Quando invece la foto è pubblicata all'interno dello stesso sito dove si è registrati come user abituale e fa parte di un collage per nulla offensivo (ci sarebbe stato l'intervento del webmaster se lo fosse stato) di che vogliamo parlare? Cercare il fuscello di paglia quando c'è una grossa trave (intesa come parte di albero non come transgender).

    Che la pace sia sempre con voi, per la guerra me ne faccio carico io 

     


Commento

5 commento
  • brillbrill e myya like this
  • Mercurio9
    Mercurio9 Fermi con l'arma bianca!! :P portali una macchina fotografica almeno se mi fa uno scatto lo querelo subitooooo
    il 09 aprile 2015
  • amigossiano
    amigossiano La prassi vuole che quando si scrive si sappia cosa si sia letto. Nello specifico della risposta di martina22, non mi sarei mai sognato di rispondere agli sproloqui della "crociata", perchè oltre alle gambe c'è di più: IL VUOTO ASSOLUTO. Se il m...  altro
    il 10 aprile 2015
  • amigossiano
    amigossiano una scatola cranica vuota. Come sarebbe interessante scrivere e confrontarsi sulle proprie idee, ma c'è il vulnus d'origine: MANCANZA DI PENSIERO PROPRIO. Una volta questo sito era frequentato da molti nick intelligenti e preparati penso a: LEOPOLD BLOOM...  altro
    il 10 aprile 2015
  • amigossiano
    amigossiano Il punto è proprio quello accennato da te. Voler porgersi come persona colta e dotta postando pensieri altrui, spacciandoli per propri senza tener conto ovviamente della sensibilità dell'autore originale, anzi sopraffacendolo. Ma questo è un costume tipic...  altro
    il 10 aprile 2015