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AIDS : NON CHIUDIAMO GLI OCCHI

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    AIDS/HIV

     

    Una strada ancora lunga

     

    Negli anni, i risultati raggiunti dimostrano come sia possibile lottare contro il virus. Il rapporto, infatti, fornisce cifre incoraggianti: complessivamente in un decennio i casi di nuovi contagi sono calati del 15%, mentre i decessi sono scesi del 22% in 5 anni. In crescita anche il numero delle persone infette che hanno accesso alle cure. Dati incoraggianti, raggiunti grazie a diagnosi tempestive, che permettono un rapido intervento con trattamenti che consentono alla persona di non ammalarsi.

     

    Ma il quadro generale non deve trarre in inganno: in alcuni statti, soprattutto africani, l'epidemia resta incontenibile. Ma anche in Europa è stato suonato il campanello d'allarme: se il numero di malati nel 2010 è drasticamente diminuito nel Vecchio Continente i contagi continuano ad aumentare.

    La lotta all’AIDS comincia finalmente a dare risultati tangibili, ma c’è ancora tanto lavoro da fare.La forza dell'HIV/AIDS risiede nell'ignoranza delle sue vittime. Conoscere la malattia e i modi in cui si trasmette è l'unica, vera protezione contro di essa. Paradossalmente, l'HIV/AIDS è una malattia da cui non si guarisce, ma che può essere prevenuta al cento per cento.



    Purtroppo, troppe persone si sentono protette dal rischio del contagio mentre in realtà non conoscono, o credono erroneamente di conoscere, cosa è l'HIV/AIDS.



    Ecco dieci fatti che chiunque, dovunque si trovi a vivere, non dovrebbe mai mancare di sapere.

     

     

     

    1. L'AIDS è causato dall'HIV

     

    L'AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia provocata dall'HIV, un virus che aggredisce il sistema immunitario umano. Nelle persone affette da AIDS il sistema immunitario non è più in grado di difendere l'organismo dalle malattie, e il processo degenerativo prosegue fino alla morte del paziente a causa delle infezioni cosiddette "opportunistiche". Non esiste una cura o un vaccino per eliminare definitivamente l'HIV dal corpo.

     

    2. HIV e AIDS non sono la stessa cosa

     

    Le persone che contraggono il virus HIV (sieropositive) non sono malate di AIDS, anche se sono destinate a diventarlo, in assenza di cure adeguate. Se non riceve farmaci antiretrovirali (ARV) un bambino nato HIV-positivo ha mediamente un terzo delle probabilità di morire prima di compiere un anno, e il 50% di probabilità di morire entro i 2 anni,



    Se però la diagnosi è tempestiva e la terapia ARV è seguita con scrupolosità, un soggetto sieropositivo può avere una speranza di vita indefinita, pur rimanendo sempre portatore del virus. Soltanto quando il livello dell'infezione (viremia) supera una determinata soglia, il soggetto è considerato malato di AIDS.

     

    3. Come si trasmette il virus

     

    L'HIV si trasmette attraverso lo scambio di fluidi corporei infetti, in qualsiasi stadio della malattia. Sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte materno sono fluidi che possono veicolare efficacemente il virus. La saliva non è fra questi, dunque è una falsa credenza che l'infezione da HIV possa contagiarsi tramite il bacio.

     

    4. Il contagio sessuale

     

    La modalità più frequente di trasmissione dell'HIV è per via sessuale, perché durante un rapporto sessuale non protetto vi è il massimo scambio possibile di fluidi corporei, soprattutto quando si verificano circostanze aggravanti (ferite dell'apparato genitale, malattie veneree, sesso anale o forme violente di penetrazione). Le ragazze più giovani sono particolarmente esposte al contagio perché un apparato genitale immaturo è fisiologicamente più soggetto a ferite e infezioni.

     

    5. HIV/AIDS e altre malattie a trasmissione sessuale

     

    Le malattie a trasmissione sessuale (MTS) sono un fattore di rischio particolarmente elevato (da 5 a 10 volte superiore alla media) di contrarre o trasmettere l'HIV. I soggetti consapevoli di avere queste infezioni dovrebbero avere esclusivamente rapporti sessuali protetti (con preservativo o senza penetrazione), informare il partner e provvedere a curarsi.

     

    6. Come si evita il contagio per via sessuale

     

    Il rischio di trasmissione dell'HIV/AIDS per via sessuale può essere ridotto se il soggetto si astiene dal sesso, se ha rapporti non protetti esclusivamente con un partner non infetto, se pratica soltanto sesso sicuro (con preservativo o senza penetrazione). Fra queste tre modalità di prevenzione, l'unica assolutamente certa è, per ovvie ragioni, l'astinenza.

     

    7. HIV/AIDS e droga

     

    I soggetti che assumono droghe per iniezione corrono un rischio molto alto di contrarre l'HIV/AIDS tramite lo scambio di siringhe e aghi infetti, pratica tuttora molto diffusa in alcuni ambienti e che provoca innumerevoli contagi ogni anno. Il fattore di rischio è così alto da indurre a consigliare di avere sempre sesso protetto con un partner che usa droghe iniettabili.



    Per le medesime ragioni aghi, rasoi, strumenti chirurgici o apparecchiature per effettuare piercing o tatuaggi che sono entrati in contatto con sangue infetto e non sono stati sterilizzati possono veicolare il virus dell'HIV.

     

    8. A chi rivolgersi

     

    Se una persona sospetta di avere contratto il virus, l'unico modo per accertarlo è effettuare l'apposito test per l'HIV presso una struttura sanitaria attrezzata.



    Inoltre, accertarsi di essere o non essere sieropositivo è un dovere etico nei confronti delle persone che potrebbero essere inconsapevolmente contagiate.

     

    9. L'HIV e i contatti umani quotidiani

     

    L'HIV non si contagia con comportamenti sociali quotidiani. È del tutto privo di rischi stringere la mano a una persona sieropositiva, abbracciarla, condividere con essa cibo, abiti o altri utensili (tranne quelli che possono avere avuto contatto occasionale con il sangue, come rasoi e spazzolini da denti). Una persona sieropositiva non trasmette il virus con la tosse, starnutendo, o nuotando nella stessa piscina. È infondata anche la credenza che le zanzare possano veicolare l'HIV pungendo in successione persone malate e persone sane.

     

    10. Solidarietà e umanità

     

    L'ultima, e non meno importante fra le cose da ricordare, è che ogni persona merita accoglienza e solidarietà. Discriminare un essere umano perché ha contratto l'HIV/AIDS, è membro di una famiglia in cui vi sono persone infette, o appartiene a una categoria a rischio, costituisce la violazione di un diritto umano individuale ed è segno di profonda immaturità. Il silenzio e la paura che circondano l'HIV/AIDS possono uccidere quanto la malattia stessa.


Commento

7 commento
  • CaBaLLo
    CaBaLLo bhe io posso dire che gia alle scuole medie in classe ste cose le insegnano meno male !
    il 28 gennaio 2014 - 1 likes this
  • Baddyna
    Baddyna Concordo pienamente Crisa......ricordiamoci che un sieropositivo ha un aspetto sano e normale quindi PROTEGGETEVI in caso di rapporti occasionali (L)
    il 28 gennaio 2014 - 3 like this
  • CaBaLLo
    CaBaLLo allora facciamolo sol col cuore (L) :)
    il 28 gennaio 2014
  • GESSJ
    GESSJ Per il lavoro che svolgo, sono a contatto con persone portatori di HIV HCV...non si trasmette la malattia abbracciandoli, non si trasmette porgendogli una mano,Il virus dell’epatite C e del HIV si trasmette soprattutto attraverso il sangue, ma può essere...  altro
    il 28 gennaio 2014 - 2 like this