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RISPARMIARE SI PUO' O SI DEVE?

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    Chi non ha mai sognato nella vita? Chi non fa dei propri sogni il suo pane quotidiano? Chi sa vivere senza sogni? I sogni sono i nostri complici, ne abbiamo bisogno per arricchire e movimentare la nostra fantasia. Se ci mancano, se avvertiamo la difficoltà nel farli, nel coltivarli, ci deprimiamo perchè sentiamo che viene a mancare ciò per cui, alle volte, vale la pena vivere. E tra sogni e realtà, tra fantasia che galoppa e dura vita quotidiana, ci dimeniamo per non perdere il contatto con quel filo sottile che può legarci all'irraggiungibile. Più si fa dura la vita, l'esistenza, più aumentano i sogni: è irreversibilmente un rapporto direttamente proporzionale. Pertanto, oggi, con questi chiari di luna, con i problemi quotidiani, con l'indigenza subdola e meschina, con la quadratura dei conti che non tornano, i sogni aumentano e diventano sempre meno realizzabili. Elementare Carlè! Pertanto, richiamando una massima di Ellekappa molto divertente: "Sei l'uomo dei miei sogni. La crisi impone di risparmiare anche sui sogni" e la vignetta su in alto, ritenete veramente che in questo contesto, con l'aria che tira, con la crisi che avvolge come spire di un boa, si debba ricorrere anche a risparmiare sui sogni? Anche i ricchi sognano, ma i meno ricchi che fanno? Si adeguano? Considerando che non è opportuno, in questa sede, rispondere: "Ekkissenefrega, tanto non costa niente sognare!", al contario, intendendo i sogni come progettualità in fase di stallo e in attesa di realizzazione, sarebbe forse il caso di ridimensionarli, accontentandosi di molto meno? Ovvero, veramente dobbiamo arrivare a risparmiare sui sogni?

    "Dopo aver sognato una dura realtà, il massimo sarebbe tuffarsi in una realtà da sogno". ( G. Soriano )

    (dal WEB)


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