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La solitudine dei numeri primi

  • "I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per sè stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati fra due, come tutti, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari.....tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali, i matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi davvero." (da La solitudine dei numeri primi)

     

     

    Niente stimola il cervello come la lettura di un libro, in particolar modo quando si legge di notte, prima del sonno, quando la mente è stanca e troppo debole per raccontarsi bugie. Anch'io mi sento un numero primo, con la convinzione di aver trovato il mio primo gemello, infatti con lei ci siamo sfiorati senza mai toccarci davvero. Il destino dei numeri primi è molto triste in quanto, se si ha la pazienza di andare avanti e contare, si scopre che le coppie di numeri primi gemelli via via si diradano: ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che l'incontro con un altro numero primo sia solo un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli.

     

    Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in un altro numero primo gemello. Tra i matematici è convinzione comune che andando avanti ce ne saranno sempre altri, anche se nessuno può dire dove, finchè non li si scopre. Il problema è proprio questo: essere capaci di riconoscere un altro numero primo. Tutti nella vita ci siamo chiesti, almeno una volta :"Ma perchè la persona giusta capita sempre nel momento sbagliato?". Quella persona giusta è il nostro primo gemello e la cosa che ci impedisce di afferrarla è il numero pari, cioè una persona o una situazione che si frappone tra noi e il nostro numero gemello. Arrivati a questo punto bisogna decidere cosa fare, tenendo presente che le scelte spesso si fanno in pochi secondi ma si scontano per il tempo restante e, spesso, il peso delle conseguenze è insopportabile.

     

    Purtroppo non ho tentato e ho perso il mio numero gemello, non ne sono stato capace perchè l'entusiasmo di aver incontrato uno spirito affine si è tramutato in realismo e mi son detto: "Tanto finirà male come sempre..." e il barlume di speranza mi si è spento dentro, come un ultimo tizzone rimasto vivo troppo a lungo, sotto la cenere. La verità è che la solitudine ti scava un baratro tutto intorno e quel baratro va temuto e rispettato, specialmente se in passato hai provato a oltrepassarlo senza successo, cadendoci dentro. Ora mi accontento di sedermi sul ciglio con le gambe a penzoloni nel vuoto.


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