Spargi la voci

cogito ergo sum

  • E’ semplice: la vita è fatta di periodi alternati.Vivere è come essere su un’altalena o, peggio ancora, su un pendolo schopenhaueriano.

    Ci sono giorni in cui esci, vai in giro per strada e non importa dove vai perché c’è il sole caldo e splendente, una leggera brezza che ti fa perdere nell’odore dell’erba appena tagliata, i sorrisi dei bambini che giocano.

    Poi ci sono altri giorni, forse troppi, in cui cammini per strada a testa bassa, senza una meta, il cielo è grigio, c’è aria di pioggia e fa freddo. Non senti il rumore dei bambini che giocano e nemmeno quello dei clacson delle auto che cercano di evitare di investirti mentre attraversi la strada senza guardare, assorto nei tuoi pensieri.

    Ci sono giorni in cui non ti poni domande o, se te le poni, ti accontenti di pensare che il tempo ti darà tutte le risposte, tra un giorno, un mese o un anno, non importa quando. Ma ci sono anche dei giorni in cui la tua testa non riesce a smettere di pensare, di produrre punti interrogativi. In quei giorni non hai la pazienza di aspettare, non ti accontenti di credere che, prima o poi, riceverai una risposta da una sorta di legge dell’ universo. In quei giorni hai bisogno di sapere, avverti l’esigenza fisica di una risposta.

    In quei giorni vorresti scollegare il cervello, staccare la spina e smettere di pensare ma non è una cosa possibile: lo sforzo di non pensare richiede una concentrazione che è essa stessa un pensare. Oltre a non poter smettere di pensare, non siamo nemmeno in grado di controllare i nostri pensieri e , felici o tristi che siano, dobbiamo imparare a conviverci.


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1 commento
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    myr0 http://cepostaperteblog.mariadefilippi.mediaset.it/wp-content/themes/mdfblogs/images/logo-cepostaperte.jpg
    il 12 marzo 2015