Spargi la voci

il lago Cocito

  • “Homo homini lupus”, diceva Hobbes. L’uomo è il lupo degli uomini…come dargli torto! La natura umana è fondamentalmente egoistica. Le azioni dell’uomo sono guidate, nella maggior parte dei casi, da un istinto di sopraffazione verso il prossimo. In realtà, ciascuno, mosso dal suo più intimo istinto, cerca di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei suoi desideri.

    Con questa premessa, decidere di fidarsi di qualcuno o meno è come decidere se arrampicarsi o no su un albero: si potrebbe godere di una vista straordinaria, una volta arrivati in cima oppure l’unico risultato potrebbero essere la mani piene di resina e ferite dalle schegge.

    Ogni giorno compiamo alcuni piccoli atti di fiducia: per muoverci, per mangiare, per vivere. Ci affidiamo ad autisti, piloti, commercianti, operai. Ma questa non è vera fiducia, questo tipo di fiducia la concediamo quando e perché non possiamo farne a meno, non perché ci fidiamo davvero.

    Saper scegliere di chi fidarci è fondamentale. Secondo alcuni scienziati, alla base del meccanismo della fiducia o della diffidenza ci sarebbe un ormone, l’ossitocina, il cui funzionamento regola il nostro rapporto con gli altri. Purtroppo, seguire le istruzioni dell’ossitocina può rivelarsi complicato e l’unica alternativa che ci resta è affidarci al caso: si può dire che l’unico modo per sapere se possiamo fidarci di qualcuno, in pratica, è dargli fiducia. Il problema è che la fiducia è un bene prezioso. Fidarsi di qualcuno è come bere dell’acqua dalle mani chiuse a coppa: si rischia di perderla, irrimediabilmente. Già, irrimediabilmente. Perché la fiducia è come un foglio di carta, una volta stropicciato non può tornare perfetto. Quindi, fidarsi è difficile, sapere di chi potersi fidare è ancora più difficile. La fiducia è come uno specchio: se si rompe puoi ripararlo ma continuerai a vedere le crepe nel suo riflesso, in ogni immagine riflessa.

    Tuttavia, dovrebbero esserci delle persone di cui potersi fidare, per esempio gli amici. E se anche tale fiducia dovesse rivelarsi mal riposta? In quel caso le conseguenze potrebbero essere devastanti: non c’è tradimento peggiore di quello di un amico, perché l’amicizia è uno di quei rapporti umani che alimenta la nostra ricchezza interiore. L’infedeltà di un amico, con cui abbiamo condiviso i nostri segreti, ci colpisce nel profondo del nostro essere, arrivando a incrinare la fiducia in noi stessi, facendoci addirittura dubitare della nostra effettiva capacità di farci voler bene.

    Gli amici…a volte viene da chiedersi se esistono davvero: sono la tua felicità, una fonte di gioia ma, basta un attimo e si trasformano in qualcosa di sconosciuto. E’ normale chiedersi se prima era vera amicizia o solo un illusione ormai tramontata di cui resta solamente il ricordo di qualcosa di falso.

    Riflettendoci, tutta la vita è regolarmente scandita dal tradimento di un amico: si comincia da piccoli, quando un amico ti strappa dalle mani il tuo giocattolo preferito per giocarci lui, si continua da ragazzino, quando il tuo amico non ti sceglie nella sua squadra di calcetto, e poi da adolescente, quando mette gli occhi proprio sulla ragazza che piace a te ,  o da ragazzo, quando appena presa la patente ti esclude dalla serata perché la macchina è piena, per finire da adulti, quando lui è troppo impegnato per passare a trovarti quando stai male. In realtà, a qualsiasi età, quando un amico ti ferisce provi la stessa sensazione e ti senti strappare via un pezzo di cuore.

    A quel punto la domanda sorge spontanea: un amico falso è mai stato veramente un amico? Non c’è una risposta certa, ciò che è certo è che l’amicizia perde vita con gli anni, i falsi amici se ne stanno lì, nascosti, guardinghi, invidiano i tuoi successi, ti sorridono guardandoti negli occhi e ti accolgono con abbracci soffocanti ma aspettano solo che tu dia loro le spalle, abbassando la guardia, per pugnalarti.

    Ad un certo punto i falsi amici spariscono, in un modo o nell’ altro. Non serve arrabbiarsi, starci male o rimpiangerli. Non ne vale la pena. Ma la falsità di chi credevi amico è tagliente come un’arma affilata e fa male, tanto male, troppo male.

     


Commento

1 commento
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  • blackDoor
    blackDoor Siamo tutti stati un “un cattivo amico” almeno una volta nella vita.
    Cio' che fa male in fondo e' sapere che abbiamo amato piu' di quello che siamo stati
    Etimologia: ← dal lat. amīcu(m), deriv. di amāre
    il 30 aprile 2015 - 1 likes this