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Charlie si fida di chi ha il panico di vivere.

  • Questa tua “luna nera” –chiamiamola così- potresti anche ringraziarla, un giorno,
    perché coincide con quanto di più puro, di alto e di nobile custodisci dentro di te.
    La tua irripetibilità e la tua arte.
    In una crisi di panico la parte migliore di te sta rifiutando di conciliarsi con il mondo esterno.
    Piantala di darle torto e di volerla normalizzare. Ha ragione lei.
    Sappi che c'è chi ti comprende, è una minoranza, ma non sei solo.
    Devi cercarli, non puoi pretendere di parlare di girasoli in casa del macellaio.
    Tanto per cominciare, sappi che una paura tira l'altra, come le patatine fritte.
    Accetta la tua “luna nera”, invita a cena il mostro.
    Svegliati la mattina e programma, volontariamente,
    le cose che ti provocano il panico. Devi praticarle in modo graduale,
    aumentando, via via, gli obiettivi che ti sei posto.
    Anche se è umiliante, fatelo.
    Nessuno può salvarvi dalle crisi di panico,
    è una delle più illusorie cazzate che potete raccontarvi,
    soltanto voi potete farlo.
    Ritmate questo inossidabile quotidiano con le vostre intermittenze del cuore.
    Venite fuori da quell'abisso di solitudine in cui vi siete inguattati,
    sorprendeteci con una delle vostre struggenti carezze.
    Versate un po' di tenerezza e di rossore su queste città bianche e vuote.
    Ma fatelo subito, ora.
    Contrastate chi non ha certo il panico d'invaderci col suo ego trionfante.
    Le crisi di panico ci danno fiducia. Facciamole esplodere nelle strade,
    saremo tutti più tranquilli. Questa finta sicurezza è feroce e ci uccide.
    Charlie si fida di chi ha il panico di vivere.


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