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  • Topic: Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

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    • 06 febbraio 2010 12.26.27 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      -premetto ke sono,kontro ogni tipo di violenza,anke nello sport,

      è solo ke la boxe,ha fatto parte della mia vita ,da piccina,poi un

      compagno 19enne,è deceduto,la notte dopo un'inkontro ,e dà li,

      gettai la spugna,avevo 13 anni...

      -sapete questo sport è riflessivo,stamane è qui il mio pensiero,

      sull volte ke inkassi ,mà resisti xke sei forte,

      e sulle volte ke inkassi,e poi dici NoMas,nn cela faccio piu

      ...quante volte ,nella vita,abbiamo gettato la spugna ,

      agli estremi delle nostre forze !!!

      okèi dai...andiamo oltre  la premessa e i pensieri tristi ....

       

      -quest'uomo lo trovo a dir poko fenomenale,

      un Maradona sul ring insomma,

      mi piace,mi piace molto rivederlo.

      -vorrei fosse un post,dedikato solo a lui,

      video,foto,dokumentazioni,vostri pensieri...

      a ciò ke sekondo voi è il suo meglio...

      ma nn solo sul ring,anke nel kuotidiano,e nella forza,durante la

      sua malattia (e qua ci rikade la tristezza )...

       

      -allora facciamo 1 kosa se vi và...

      riflettiamo sui momenti tristi ...

      e sorridiamo dei bei momenti ,di gioia ...inizio kosi

      ciaooo buon sabato gioiee

    • 06 febbraio 2010 13.39.55 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      si ajsha

      anch io ogni tanto lo guardo..quand'ero piccolo mio padre stava su di notte per guardare gli incontri e...

      ho un bel ricordo di lui, di un bel periodo della mia vita.

      che classe...che stile...............che talento.

       

    • 07 febbraio 2010 00.38.02 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      avevo cirka 7 anni,quando sentii il mio

      istinto da boxeur...e quindi di naskosto,la notte

      mi infilavo sotto il tavolo x vederlo

      e nello stesso modo ,poi

      ritornavo nel mio letto ...

      xkè ero proprio piccina ,la mattina c'era skuola e nn

      era ammisibile x mè,un orario del genere...

      e tieni konto,nn era uno sport x fanciulle...èèè

      poi già a cirka 10 anni,avevo il permesso di

      potermi sedere e nn naskondermi piu.

      hiiihhihiih...proprio bei rikordi...

      ciaoo gioiaa

    • 06 febbraio 2010 23.59.20 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

       

       


      Con origini antichissime e mitologiche, il pugilato è stato chiamato ,lo sport nobile, perché è un combattimento corpo a corpo, senza armi, dove devono contare solo la preparazione fisica e la grinta. Tuttavia questo sport ha perso molto negli ultimi anni, tant'è che solo pochi appassionati lo seguono ancora, mentre l'interesse di massa si rivolge principalmente alle vicende personali di pugili, ed ex pugili, più famosi.

      I pugili hanno diverse qualifiche: aspirante è l'atleta che si sta formando, si allena solo in palestra e non combatte; il novizio, invece, è colui che disputa incontri amichevoli su sua richiesta e deve avere almeno 15 anni o 16, per i pesi massimi; il dilettante è colui che combatte per spirito agonistico e non per lucro e può avere al massimo 26 anni; il professionista è l'atleta pagato per combattere, solitamente proviene dalla categoria dei dilettanti ed ha almeno 21 anni. I pugili professionisti sono suddivisi in tre serie: alla prima serie appartengono pugili che disputano gli incontri sulle 15 riprese, alla seconda serie quelli che disputano un massimo di 12 riprese, alla terza serie un massimo di 8 riprese. Chi accede per la prima volta al professionismo comincia dalla terza serie e risale man mano che dimostra capacità e sconfigge avversari anche della seconda serie.

      Una volta conquistato un titolo nazionale, continentale o mondiale, il pugile deve rimetterlo in palio sfidando un altro atleta scelto dalla Federazione entro un determinato periodo di tempo. Gli incontri avvengono su un ring di legno di forma quadrata, ricoperto di 2 cm. di feltro che attutisca le cadute. Ai quattro lati del ring ci sono 4 pali imbottiti circondati da tre file di corde. Tra i vari round, o riprese, che durano 3 minuti l'una, c'è un intervallo di un minuto al proprio angolo, dove il pugile viene assistito dai ,secondi; questi escono dal ring all'avviso dell'arbitro,fuori i secondi. Inizio e fine di ogni round vengono scanditi dal gong. Oltre all'arbitro, che vigila sulla condotta dei pugili e sull'incontro in generale, ci possono essere dei giudici che decretano il verdetto dell'incontro.

      I colpi fondamentali per attaccare l'avversario sono quattro: il diretto, come dice il nome, è un attacco diretto all'avversario, il gancio ha una traiettoria curva dall'esterno verso l'interno, il montante  segue la direzione basso-alto con il braccio  ad angolo retto, la sventola va dall'esterno verso l'interno con il braccio teso. Tra questi, poi, ci sono i colpi mediani, come il cross, simile al gancio, ma con traiettoria incrociata, ed il jab, un incrocio tra il gancio ed il diretto. I colpi vanno assestati al tronco e lateralmente ed alla testa. Sono proibiti colpi alla schiena, sotto la cinta o alla nuca; inoltre i colpi devono essere portati a pungo chiuso, non di taglio, né con gomito o con testa bassa.

      L'incontro di pugilato può essere vinto in diversi modi:

      • per K.O.: mettendo fuori combattimento l'avversario; il pugile caduto viene contato per 10 secondi, dopo di che viene dichiarato vinto per K.O;
      • per abbandono: il pugile abbandona il combattimento, dirigendosi verso il suo angolo e dichiarando ,abbandono, oppure alzando un braccio;
      • per lancio della spugna: i secondi del pugile lanciano l'asciugamano sul ring quando si rendono conto dell'inferiorità del loro assistito;
      • arresto del combattimento da parte dell'arbitro: di solito si verifica quando l'arbitro si rende conto che uno dei due pugili presenta ferite troppo pericolose per fargli continuare l'incontro;
      • per squalifica: l'arbitro squalifica uno dei due pugili;
      • ai punti: tutti e due i pugili terminano l'incontro in piedi e vanno valutati dai giudici;

      L'assegnazione dei punti da parte dei giudici segue queste indicazioni: per ogni round vengono assegnati 10 punti al pugile che si è dimostrato superiore e all'altro tanti punti quanto è il divario tra la prestazione dell'avversario e la sua; in caso di round pari, vengono assegnati 10 punti a ciascuno di loro. Un richiamo ufficiale toglie un punto. Alla fine dell'incontro i punti vengono sommati e viene comunicato il nome del vincitore all'arbitro. Subito dopo la proclamazione del verdetto di vittoria, l'arbitro alza il braccio del pugile vincitore.

      gioiee

    • 07 febbraio 2010 01.37.22 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

       17 gennaio 1942 Cassius Clay - Muhammad Ali Boxing pictogram.svg
       
        
      Cassius Clay


       

           
           
           

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

      Quello che è considerato il più grande pugile di tutti i tempi, Cassius Clay alias Muhammad Ali (nome che ha adottato dopo essersi convertito alla religione islamica) è nato il 17 gennaio del 1942 a Louisville, Kentucky e ha iniziato a tirare di boxe per un caso fortuito, dopo essere capitato in una palestra mentre, bambino, era alla ricerca della sua bicicletta rubata.

      Iniziato alla boxe da un poliziotto di origini irlandesi a soli dodici anni il futuro campione del mondo cominciò ben presto a raccogliere trionfi nelle categorie dilettantistiche.Campione Olimpiaco a Roma nel 1960, si trovò però nel suo paese d'origine, gli Stati Uniti d'America, a combattere con un avversario ben più temibile di chiunque potesse incontrare sul ring: la segregazione razziale. Molto sensibile al problema e trascinato dal suo spirito battagliero ed indomito, Alì prese subito a cuore le tematiche che colpivano in prima persona i fratelli neri meno fortunati di lui.

      Proprio a causa di un episodio di razzismo il giovane pugile arriverà a gettare il proprio oro olimpico nelle acque del fiume Ohio (solo nel 1996 ad Atlanta il CIO gli riconsegnò una medaglia sostitutiva).

      Allenato da Angelo Dundee, Clay arrivò al mondiale a ventidue anni battendo in sette riprese Sonny Liston. Fu in quel periodo che Cassius Clay cominciò a farsi conoscere anche per le sue dichiarazioni provocatorie e sopra le righe che ebbero l'inevitabile conseguenza di far parlare molto di lui. Cosa che forse non sarebbe comunque successa se Alì, grazie al suo enorme carisma anche mediatico, non avesse avuto una reale presa sul pubblico. In effetti il suo modo di essere, spavaldo fino ad arrivare alla spacconeria, era una notevole novità "spettacolare" per quei tempi, esercitando un fascino immediato sul pubblico, sempre più assetato, grazie a quel meccanismo, di notizie e di informazioni sulla sua attività.

      Immediatamente dopo aver conquistato la corona annunciò di essersi convertito all'Islam e di aver assunto il nome di Muhammad Ali.
      Da quell'istante cominciarono anche i suoi guai che culminarono nella chiamata alle armi nel 1966 dopo essere stato riformato quattro anni prima. Affermando di essere un "ministro della religione islamica" si definì "obiettore di coscienza" rifiutandosi di partire per il Vietnam ("Nessun Vietcong mi ha mai chiamato negro", dichiarò alla stampa per giustificare la propria decisione) e venne condannato da una giuria composta di soli bianchi a cinque anni di reclusione.

      Fu quello uno dei momenti più bui della sua vita. Decise di ritirarsi e venne attaccato per il suo impegno nelle lotte condotte da Martin Luther King e Malcolm X. Poté tornare a combattere nel 1971 quando fu assolto grazie a una irregolarità nelle indagini svolte su di lui.

      Persa la sfida con Frazier ai punti, riuscì a tornare campione del mondo AMB solo nel 1974 mettendo al tappeto George Foreman a Kinshasa, in un incontro passato alla storia e ad oggi ricordato sui manuali come uno dei più grandi eventi sportivi di sempre (celebrato fedelmente, dal film-documentario "Quando eravamo re").

      Da quando però nel 1978 il giovane Larry Holmes lo sconfisse per K.O. tecnico all'11a ripresa, iniziò la parabola discendente di Cassius Clay. Disputò il suo ultimo incontro nel 1981 e da allora si è impegnato sempre più nella diffusione dell'Islam e nella ricerca della pace.

      Nel 1991 si è recato a Bagdad per parlare personalmente con Saddam Hussein, allo scopo di evitare la guerra con gli Stati Uniti ormai alle porte.

      Colpito negli ultimi anni dal terribile morbo di Parkinson, Cassius Clay ha commosso l'opinione pubblica di tutto il mondo, turbata dal violento contrasto esistente fra le immagini esuberanti e piene di vita di un tempo e l'uomo sofferente e privato delle sue forze che si presenta adesso.

      Alle Olmpiadi americane di Atlanta 1996, Muhammad Alì ha sorpreso e allo stesso tempo commosso il mondo intero accendendo la fiamma che inaugurava i giochi.

       

      Il grande atleta, dotato di una forza di volontà e di un carattere d'acciaio, non si è fatto moralmente sconfiggere dalla malattia e continua a combattere le sue battaglie di pace, in difesa dei diritti civili, pur sempre rimanendo un simbolo per la popolazione di colore americana.

        1 bacioa voi

    • 07 febbraio 2010 00.49.13 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      Le origini del pugilato risalgono all'antichità. Alcuni incontri famosi sono descritti nell'Iliade e nell'Eneide. I combattenti usavano proteggersi le mani con lacci di cuoio rinforzati con placche di piombo.
      Il pugilato iniziò a far parte del programma olimpico nel 668 a.C. e la letteratura tramanda i nomi dei vincitori delle olimpiadi su un arco di tempo di oltre un millennio. Non erano previste categorie di peso e pertanto la disciplina, a livello agonistico elevato, era riservata a soggetti di taglia notevole. 

      Il pugilato era presente anche nella Roma antica. Il combattimento terminava con la resa di uno dei due contendenti; le ferite gravi e anche la morte erano accettate non essendo dovute a malvagità, ma semplicemente alla superiorità tecnica e atletica.

      Bisogna giungere al 1719 per vedere nascere a Londra una scuola moderna di pugilato. Nello stesso anno un certo James Figg si autodichiarò campione di boxe avendo vinto 15 combattimenti e non trovando nessun avversario che avesse il coraggio di sfidarlo. Figg aveva un corpo di atleta, era alto 1.84 cm e pesava 84 kg. Al tempo non si parlava di boxe ma di "nobile arte della difesa". Naturalmente, oltre al sapersi difendere, a scuola si imparava anche come far valere i propri diritti, i quali erano meglio difesi dopo abbondanti mescite di birra e gin. Non esistevano regole di combattimento e i pugilatori lottavano a mani nude.
      Il successore sul trono di Figg, certo Jack Broughton, propose nel 1743 un codice di regole che includevano: l'identificazione di un ring delimitato da corde, la presenza di due secondi che potessero assistere il pugilatore, l'identificazione di un arbitro per il giudizio e di un altro arbitro che controllasse il tempo. Inoltre venivano indicati i colpi vietati e cioè: colpi portati con la testa, coi piedi e le ginocchia e i colpi sotto la cintura. Era inoltre prevista la sospensione dell'incontro per 30 secondi quando uno o entrambi i pugilatori erano a terra; trascorsi i 30 secondi si contavano 8 secondi: chi non era in grado di riprendere era sconfitto. Non vi era però limite alla durata dei combattimenti. Era inoltre regola che si facessero scommesse e gli stessi pugilatori scommettevano su se stessi.
      Famoso il caso di Johnson Jackling che, forte della sua superiorità, nella seconda metà del 1700 si arricchì grandemente puntando sempre su se stesso. Morì però in povertà, dopo aver suscitato entusiasmi enormi e sperperato la sua fortuna. 

       

      Nel 1825 si svolse il primo incontro tra un campione britannico, Sayer, e un campione americano, Heenan. Finì dopo 42 riprese con un'invasione di campo da parte della folla, la fuga dell'arbitro e un verdetto di parità che calmò parzialmente gli animi degli spettatori. L'ambiente delle scommesse avvelenava progressivamente il pugilato e i verdetti risentivano della mancanza di regole certe cui gli arbitri potessero rifarsi. Furono quindi scritte regole, per merito soprattutto del marchese di Queensberry, che aprirono la porta al pugilato moderno. Venivano introdotte tre categorie di pesi (massimi, medi e leggeri); veniva stabilito il conteggio dei 10 secondi per il KO e l'obbligo per l'atro pugile di allontanarsi senza colpire il pugile caduto, anche se questo aveva solo un ginocchio a terra. Erano obbligatori guanti nuovi. La durata delle riprese era fissata in 3 minuti, con un intervallo di 1 minuto; rimaneva fluttuante il numero delle riprese che veniva lasciato alla contrattazione tra i pugili. Tuttavia, era facoltà dell'arbitro prolungare l'incontro sino a che non fosse manifesta l'inferiorità di uno dei due contendenti. Rimaneva quindi il concetto che il perdente era colui che soccombeva, soluzione quindi molto prossima a quella del KO.

       

      Bisogna arrivare ai primi del 1900 per la creazione di altre categorie (medio-leggeri, piuma, gallo, mosca e medio-massimi) e per limitare la durata degli incontri: 20 riprese, 15 per gli incontri validi per titoli europei e mondiali, 12 per titoli nazionali. Limitando la durata dell'incontro, si imponeva la necessità di individuare criteri per la vittoria ai punti.

      Fisiologia

      Dal punto di vista fisiologico è interessante la divisione in categorie, implicito riconoscimento del fatto che la forza è una componente essenziale nel confronto. Tuttavia è più corretto richiamare il concetto di "quantità di moto ":

      quantità di moto = massa x velocità

      Maggiore la quantità di moto più devastante è il pugno.
      La quantità di moto aumenta con la massa del pugno ma anche con la velocità con cui viene sferrato, la velocità, a sua volta, dipende dall'accelerazione impressa al pugno.

      Richiamando la relazione fondamentale della dinamica F= M x a (forza uguale a massa per accelerazione) si può scrivere che a = F / M.  La massa (M) aumenta con il volume ed è quindi proporzionale al cubo della dimensione lineare (L3). Dal punto di vista fisiologico, la forza estrinsecata da un muscolo è proporzionale alla sua sezione, quindi la forza è proporzionale al quadrato di una lunghezza lineare (L2); pertanto si può considerare l'accelerazione (a) come proporzionale a L2 / L3, cioè 1/L. 

      In pratica, maggiore è la taglia, maggior difficoltà ha il soggetto ad accelerare il suo corpo o parti del suo corpo. Nell'ambito della stessa categoria la maggior massa conferisce maggior forza a scapito della velocità di esecuzione del movimento.
      Tra una categoria superiore ed una inferiore il vantaggio legato alla maggior forza (che aumenta in proporzione alla sezione muscolare) è molto maggiore dello svantaggio legato alla limitazione dell'accelerazione e quindi della velocità di esecuzione
      .  Sul piano puramente fisiologico, la boxe richiede al contempo forza, agilità e coordinazione neuromuscolare per la precisione e il tempismo nel portare i colpi. Si tratta di un difficile compromesso se si considera che l'esecuzione di un gesto è più precisa se la forza sviluppata è bassa . E' comune osservazione infatti che i colpi potenti sono spesso imprecisi, mentre i colpi precisi possono essere troppo deboli.
      Sul piano psichico la boxe richiede un perfetto equilibrio per la valutazione della strategia di combattimento la quale dipende dalle caratteristiche individuali e dell'avversario. La decisione sul dispendio delle energie deve essere estremamente oculata . E' certo che sul piano sportivo vi sono pugili che sfruttano con monotonia la loro potenza devastante, mentre altri sono maestri nella tecnica e nella strategia di combattimento.

      L'immagine presentata ritrae un grandissimo peso massimo, il nero Joe Louis, mentre atterra il tedesco Max Schmeling in un famoso incontro allo Yankee Stadium di New York il 22 giugno del 1938 diventando così campione del mondo. Due anni prima il tedesco aveva sconfitto per KO il nero alla 12° ripresa. Erano anni cattivi per l'Europa e per il mondo e Schmeling impersonava il guerriero di razza superiore.  Louis si sbarazzò di lui in 2 minuti e 4 secondi con una scarica che è passata alla storia per la precisione e la potenza.

      Allenamento 

      Non si diventa boxeur se non vi è prestanza atletica, ma non si diventa nemmeno grandi se mancano intelligenza e perseveranza.
      Infinite ore devono essere trascorse nel miglioramento della forza e della tecnica di combattimento; infinite ore sono necessarie per imparare a centellinare lo sforzo e valutare con obiettività l'assegnazione dei punti. 

      Una caratteristica tipica dell'allenamento del pugile è quella di respirare a bocca chiusa. Questo dipende dalla assoluta necessità di mantenere chiusa la bocca durante l'incontro per serrare il paradenti e assorbire i colpi alla mandibola.

      Curiosamente, il concetto di fare attività fisica mantenendo la bocca chiusa ha contagiato l'ambiente sportivo e si sente spesso dire che bisogna resistere il più possibile prima di respirare a bocca aperta.  Questa è una grande stupidaggine e contrasta con il fisiologico controllo dell'attività respiratoria. Quando la ventilazione è bassa si respira dal naso (quindi la bocca è chiusa), quando la ventilazione aumenta oltre un determinato valore, si passa automaticamente alla respirazione attraverso la bocca che comporta una resistenza molto inferiore al passaggio dell'aria.

      L'allenamento di un pugile comporta anche un buon condizionamento aerobico di base, tanto più utile quanto più impegnativo e lungo è previsto il combattimento. 

      Pericolosità e controlli medici 

      La boxe è sport ove è previsto che si faccia "male" all'avversario. Questo comporta un rischio di lesioni che possono essere di gravità tale da causare la morte. Spesso la valutazione del rischio viene fatta considerando altre discipline ritenute pericolose, come l'automobilismo e l'alpinismo. Si osserva giustamente che nel caso dell'automobilismo e dell'alpinismo, la fatalità è legata all'errore, mentre nel caso del pugilato l'evento grave è dovuto ad un colpo "ben riuscito", tecnicamente "perfetto" e quindi nella logica dell'incontro

      I traumi cranici possono causare lesioni permanenti. I controlli medici sono assolutamente indispensabili e devono essere frequenti. Esiste uno schema medico sportivo molto preciso da seguire nel caso che il pugile abbia subito un KO. Il KO è dovuto ad uno stato di sofferenza acuta del sistema nervoso centrale. Il colpo può causare un'emorragia la cui conseguenza fatale può essere l'edema cerebrale. 

      Una carriera di pugilato comporta inevitabilmente microlesioni cerebrali.  

      Controllo del peso 

      La carriera di un pugile è criticamente legata alla categoria di appartenenza. Il pugile ha interesse a mantenere il peso al minimo per cercare di rientrare in una categoria inferiore, sfruttando in questo modo il vantaggio che gli può derivare dal fatto di avere una taglia in effetti corrispondente ad una categoria superiore. Vari metodi vengono adottati per mantenere il peso al minimo. Il più comune è l'uso degli steroidi anabolizzanti: questi aumentano la massa muscolare e riducono la massa grassa al minimo. Altri due metodi sono adottati per perdere peso acutamente in occasione della tradizionale pesata prima dell'incontro e cioè l'uso di diuretici e una profusa sudorazione. In entrambi i casi viene ridotta la massa di acqua corporea, il che comporta una marcata alterazione dell'omeostasi cellulare; pertanto sono entrambi sconsigliabili.

    • 09 febbraio 2010 22.05.12 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      Dilettanti
       
      _Mini Mosca fino a 48 kg_
       
      _Mosca fino a 51 kg_
       
      _Gallo fino a 54 kg_ 
       
      _Piuma fino a 57 kg_ 
       
      _Leggeri fino a 60 kg_ 
       
      _Super Leggeri fino a 63,5 kg_ 
       
      _Welter fino a 67 kg_ 
       
      _Super Welter fino a 71 kg_ 
       
      _Medi fino a 75 kg_ 
       
      _Medio Massimi fino a 81 kg_ 
       
      _Massimi fino a 91 kg_ 
       
      _Super Massimi oltre a 91 kg_
       
      Professionisti
       
      _Mosca fino a 50,802 kg_
       
      _Super Mosca fino a 52,163 Kg_
       
      _Gallo fino a 53,525 Kg_
       
      _Super Gallo fino a 55,338 Kg_
       
      _Piuma fino a 57,152 Kg_
       
      _Super Piuma fino a 58,967 Kg_
       
      _Leggeri fino a 61,237 Kg_
       
      _Super Leggeri fino a 63,503 Kg_
       
      _Welter fino a 66,678 Kg_
       
      _Super Welter fino a 69,853 Kg_
       
      _Medi fino a 72,574 Kg_
       
      _Super Medi fino a 76,204 Kg_
       
      _Medio Massimi fino a 79,378 Kg_
       
      _Massimo Leggeri fino a 86,183 Kg_
       
      _Massimi oltre 86,183 Kg_

       

    • 07 febbraio 2010 16.23.08 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      ALTEZZA   191cm

      PESO        79-107Kg

      CATEGORIA   pesi medio massimi

                           pesi massimi

      INCONTRI DISPUTATI    tot  61

      VINTI (KO)        56 (37)

      PERSI (KO)        5 (1)

      PAREGGIATI         -

      Muhammad Ali NYWTS.jpg

      Ha vinto l'oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un'ultima breve parentesi ancora nel 1978.

      Muhammad Ali è noto anche per la sua conversione all'Islam e per avere rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam. Attualmente affetto dal Morbo di Parkinson, dopo il suo ritiro dal mondo sportivo Ali si è distinto per le sue azioni umanitarie per le quali gli è valsa la candidatura come Premio Nobel per la Pace nel 2007.

       

      RICONOSCIMENTI

      Fu eletto Fighter of the year (pugile dell'anno) dalla rivista americana Ring Magazine nel 1963, 1972, 1974, 1975 e 1978.

      Match dichiarati Ring Magazine fight of the year:

      • 1963 - Cassius Clay W 10 Doug Jones
      • 1964 - Muhammad Ali KO 7 Sonny Liston I — vedi Muhammad Ali versus Sonny Liston
      • 1971 - Joe Frazier W 15 Muhammad Ali I — vedi Fight of the Century
      • 1974 - Muhammad Ali KO 8 George Foreman — vedi The Rumble in the Jungle
      • 1975 - Muhammad Ali KO 14 Joe Frazier III — vedi Thrilla in Manila
      • 1978 - Leon Spinks W 15 Muhammad Ali I

      La International Boxing Hall of Fame lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

      Detiene anche i prestigiosi allori di Sportman Of The Century per Sports Illustrated, Miglior Peso Massimo di sempre per The Ring e secondo miglior pugile di sempre per ESPN.com.

      Oltre a questi riconoscimenti in campo pugilistico, è stato scelto dalla rivista TIME come una delle 100 persone più influenti del XX Secolo nella categoria Heroes And Icons, unico sportivo insieme a Pelè e Bruce Lee, è inoltre uno dei pochi sportivi americani ad aver ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà.

      In un sondaggio condotto dal sito internet del mensile Focus Storia, Muhammad Ali è stato eletto “Sportivo del Novecento.

       

      BIOGRAFIA

      Figlio di un pittore d'insegne e di una donna di religione cristiana battista, campione mondiale dei massimi, poeta e uomo di spirito, difensore dei diritti dei neri, obiettore di coscienza, filantropo, padre ed ora sette volte nonno, i ruoli che ha impersonato e le cause che ha abbracciato rimangono parte di lui, e standogli accanto si possono vedere e sentire tutti.

      Nato a Louisville Kentucky, USA il 17 gennaio del 1942, a 12 anni inizia a frequentare la palestra Columbia, dove mette in mostra il suo talento. Dopo una brillante carriera da dilettante si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l'oro nella categoria dei pesi mediomassimi.

      Nel 1961 passò al professionismo e batté Lamar Clark per KO e poi Doug Jones. Il 25 febbraio 1964 a Miami conquistò per la prima volta la corona di Campione del Mondo dei pesi massimi, battendo il campione in carica Sonny Liston per abbandono all'inizio dell' ottava ripresa.

      Il giorno dopo la conquista del titolo, nel 1964 Clay si convertì alla fede musulmana, aderì alla Nation of Islam e cambiò il suo nome in Muhammad Ali. Rifiutato dalle principali sedi pugilistiche americane e da Las Vegas, il match di rivincita con Liston si disputò nel 1965 a Lewinston nel Maine.

      Dopo appena un minuto il campione del mondo colpì l'avversario con un colpo d'incontro apparentemente innocuo, passato alla storia come il cosiddetto pugno fantasma (the phantom punch). Liston rimase al tappeto apparentemente tramortito; Clay sembrò consapevole di non aver colpito così duramente lo sfidante e lo invitò con veemenza ad alzarsi per continuare il combattimento. Secondo gli esperti che hanno visionato al rallentatore la ripresa, il colpo di Clay, assestato da brevissima distanza e quasi invisibile, sembra aver colpito la tempia dell'avversario, che in quel momento stava portando un attacco con il suo caratteristico stile ed era fortemente sbilanciato in avanti. L'immagine del campione del mondo che sovrasta Liston al tappeto è divenuta una delle icone della nostra epoca.

      Nel 2004 Ali è tornato sull'argomento nella sua ultima intervista ufficiale, cui ha risposto con l'aiuto dei familiari.

      « Voglio bene a Sonny. Era un brav'uomo. Ed il pugno l'ha colpito. Non so bene quanto buono fosse il colpo, sebbene io abbia sentito il contatto. Se avesse voluto fingere un KO, non l'avrebbe mai fatto al primo round.  »

      « Ali, sai dov'è il Vietnam? — Sì, in TV.  »
      « Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro »

       

       

      Nel 1971 tornò sul ring vincendo con Jerry Quarry, poi perse contro il detentore del titolo dei massimi Joe Frazier in quello che è ricordato come "l'incontro del secolo".

      Il 30 ottobre 1974 riconquistò il titolo mondiale battendo per KO George Foreman a Kinshasa, Zaire (ricordato nel film-documentario Quando eravamo re). Ali vinse l'incontro grazie ad una tattica che nessuno avrebbe mai pensato che attuasse; persino i suoi allenatori erano increduli e non si capacitavano. Il Campione si incollò alle corde per 8 riprese, facendo sfogare tutta la potenza di cui disponeva Foreman contro un bersaglio inaspettatamente "elastico" costituito dal corpo di Alì e le corde del ring; pur venendo colpito da pugni micidiali l'azione elastica delle corde attenuava la potenza dei colpi di Foreman. Quando, verso la fine dell'ottavo round, si accorse che Foreman era stremato, Ali sferrò una serie di jab e uppercut che fecero crollare il rivale al tappeto per il conteggio finale. Fu una vittoria memorabile.

      Prima dell'incontro con Foreman si tenne anche la rivincita tra Ali e Frazier. Ai punti dopo 12 riprese vinse Ali. Il primo ottobre del 1975 Ali affrontò Frazier per la terza ed ultima volta, mettendo in palio il suo titolo mondiale, per stabilire chi dei due fosse definitivamente il più forte. L'incontro si tenne a Manila nelle Filippine e fu denominato "Thrilla in Manila". Fu un match drammatico che vide i pugili combattere con enorme ardore, senza risparmiarsi un istante. Prima dell'inizio della quindicesima ed ultima ripresa l'allenatore di Frazier ritirò il suo atleta, vedendolo letteralmente distrutto dai jab di Ali. Lo stesso Ali dichiarò che non avrebbe mai saputo se fosse stato in grado di continuare l'incontro qualora Frazier non si fosse ritirato. Comunque al momento del ritiro del rivale, il Campione era in vantaggio ai punti. Ancora oggi, per la rara bellezza tecnica e per l'enorme coraggio dimostrato da questi due immensi campioni, questo è ritenuto da molti il più grande incontro di tutti i tempi.

      La sua boxe basata sul movimento di gambe resta inimitabile per qualsiasi pugile di categoria "pesante". Di lui si disse: "Vola come una farfalla e punge come un'ape", per sottolineare la leggerezza dei suoi movimenti, coadiuvata da una tecnica sopraffina.

      Dal 1976 la velocità di Ali cominciò a diminuire, probabilmente causato dall'avanzare dell'età, e dal 1977 non riuscì più a mettere KO i suoi avversari. Un segnale dell'evidente declino di Ali fu la vittoria unanime ai punti (anche se molto deludente) contro Alfredo Evangelista, un pugile poco dotato.

      Nel 1977 Ali affrontò Earnie Shavers, battendolo per decisione unanime ai punti in un incontro spettacolare, in cui il campione fu messo al tappeto alla quattordicesima ripresa da un potente gancio destro di Shavers. Ali dichiarò in seguito che Shavers fu il più potente pugile che il campione di Louisville abbia mai affrontato. In molti attribuiscono la malattia che qualche anno dopo colpì Ali alla violenza di tale incontro descritto sopra.

      Nel 1978 perse il titolo per decisione non unanime ai punti contro Leon Spinks, il quale perse subito dopo il titolo WBC per essersi rifiutato di combattere contro Ken Norton, a quel tempo il contendente numero uno per il titolo unificato. Ali vinse per decisione unanime ai punti la rivincità contro Spinks, riottenendo il titolo WBA, ma subito dopo annuciò il suo ritiro.

      Ritornò nel 1980 per tentare di riconquistare il titolo WBC contro Larry Holmes, ma perse per getto della spugna alla decima ripresa. Combatté per l'ultima volta l'11 dicembre 1981 contro Trevor Berbick e perse per decisione unanime ai punti dopo dieci round. In quel combattimento Ali apparve molto lento nei movimenti e il suo allenatore Angelo Dundee disse che lui parlava più lentamente del solito: erano chiari sintomi del Morbo di Parkinson. Su 61 incontri ha un record di 56 vittorie, 37 delle quali per KO. Ha perso per KO una sola volta.

      Ritiratosi definitivamente dall'attività agonistica nel 1981, nel 1984 gli fu definitivamente diagnosticato il morbo di Parkinson e ha commosso e stupito il mondo apparendo come ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996; in quell'occasione gli fu anche riconsegnata la medaglia d'oro vinta a Roma nel 1960, poiché si narra che abbia gettato l'originale in un fiume come plateale gesto di protesta verso il suo Paese e la perdurante discriminazione razziale che, al suo ritorno in patria dopo i fasti romani, portò un ristoratore a rifiutarsi di servirlo appunto perché nero.

      Muhammad Ali è stato oggetto della biografia di Michael Mann nel film Alì del 2001. Il film racconta la vita del pugile (interpretato da Will Smith) dal match che gli valse per la prima volta il titolo mondiale dei pesi massimi fino alla riconquista, a Kinshasa nello Zaire, nel 1974 contro George Foreman.

      Nel 2005 Muhammad Ali è stato insignito della Medaglia della pace Otto Hahn (in oro) della Deutsche Gesellschaft für die Vereinten Nationen (DGVN) a Berlino (Società Tedesca per le Nazioni Unite). Il 9 novembre 2005 ha ricevuto la più alta onorificenza civile statunitense dal Presidente George W. Bush: la Medaglia presidenziale della libertà.

       

      STILE DI COMBATTIMENTO

      Lo stile di combattimento di Ali era molto particolare: nonostante fosse agilissimo aveva anche una grande potenza, testimoniato dai molti KO inflitti ai suoi avversari (circa il 60% delle sue vittorie totali). Muhammad Ali martellava a distanza l'avversario con i suoi diretti e montanti.

    • 07 febbraio 2010 16.45.21 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

       

      Ali nella sua vita si sposò quattro volte ed ebbe sette figlie e due figli. Era debole in fatto di donne: si sposò la prima volta con Sonji Roi nel 1964, una donna conosciuta solo un mese prima, ed ebbe due figlie da relazioni extra-coniugali: Miya e Kualiah. Muhammad e Sonji divorziarono nel 1966 perché lei rifiutava di mettere il velo islamico. Nel 1967 Ali si sposò con Belinda Boyd, una ragazza di otto anni più giovane. Ebbero quattro figli: Maryum, nata nel 1968, Jamillah e Liban, nate entrambe nel 1970 e Muhammad Ali Jr., nato nel 1972.

      Nel 1976 i due divorziarono, a causa di una relazione tra Ali e Veronica Porsche, un'attrice e modella e nel 1977 il pugile sposò Veronica ed insieme ebbero due figlie, Hana, nata un paio di anni prima, e Laila, nata nel Dicembre del '77, che divenne un'eccellente pugile professionista e si laureò campionessa mondiale dei pesi Supermedi nel 2002. Si ritirò nel 2006 da imbattuta, vincendo tutti i 24 incontri disputati, di cui 21 per KO.

      Nel 1986 Muhammad e Veronica divorziarono e alla fine di quell'anno l'ex-campione si sposò con Yolanda 'Lonnie' Ali, la figlia di due vecchi amici dei suoi genitori. Un anno dopo adottarono un bambino di nome Asaad Amin.

       

      CURIOSITà

      • In un'intervista rilasciata al giornale "Selezione Reader's Digest" nel settembre 2002, all'inviato speciale Bingham così Alì rispose:
         

      Muhammad significa degno di lode, e Alì significa altissimo. Clay significa creta, polvere.

      • Il personaggio cinematografico Apollo Creed, appartenente alla saga dei film di Rocky, è modellato a immagine e somiglianza di Ali: infatti lo stile di combattimento di Apollo è identico a quello del pugile da cui è ispirato, cioè un mix di agilità e potenza e a quanto pare, naturalmente in senso fittizio, Apollo ha affrontato Ali e lo ha sconfitto per KO, come è citato in Rocky IV:-Ho incontrato i migliori battendoli tutti!. Anche lo stile canzonatorio e provocatorio di Apollo Creed durante le conferenze e prima del match sembra imitare quello di Ali.
      • Alì veniva chiamato sul ring Il migliore di tutti i tempi e Il labbro di Louisville per la valanga d'insulti che l'afroamericano lanciava sui suoi avversari sia in conferenza stampa che sul ring.
      • Alì è recentemente comparso in Fight Night Round 4 titolo per Xbox 360 e Playstation 3 come personaggio giocabile.
      • Il famoso match di Kinshasa del 1974, col quale riconquistò il titolo mondiale a spese di George Foreman, per motivi ancora oggi sconosciuti (gennaio, 2010) non venne trasmesso in diretta dalla RAI, che all'epoca possedeva due canali e non tre. A farlo, in lingua italiana, fu Tele Capodistria (emittente, oggi slovena, al tempo jugoslava). La telecronaca ebbe luogo intorno alle 3 di notte con telecronista Sandro Damiani.
    • 17 febbraio 2010 22.17.09 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      Aforismi di Mohamed Alì:

      Chi non è abbastanza coraggioso da assumersi le proprie responsabilità non compirà niente nella vita. 

      Un uomo che osserva il mondo a cinquant'anni allo stesso modo in cui l'ha fatto a venti, ha sprecato trent'anni della sua vita.

      L'età è quella che pensi che sia. Si è vecchi quanto si pensa di esserlo.

      E' la ripetizione delle affermazioni che ti porta a crederci. E quella credenza si trasforma poi in una convinzione profonda, e le cose cominciano ad accadere.

      I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall'interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l'abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell'abilità.

      E' difficile essere umile se sei grande come lo sono io.

      Ho odiato ogni minuto di allenamento, ma mi dicevo 'Non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita come un campione!'

      Io sono il più grande. L'ho detto persino prima di sapere di esserlo.

      Un gallo canta soltanto quando vede la luce. Mettilio nell'oscurità e lui non canterà mai. Io ho visto la luce e sto cantando. 

      La gente mi chiede quanti figli ho: io rispondo che ho un bambino e sette errori.  

      È la mancanza di fede che rende le persone paurose di accettare una sfida, e io ho sempre avuto fede: infatti, credo in me.

      Ero così veloce che avrei potuto alzarmi dal letto, attraversare la stanza, girare l'interruttore e tornare a letto sotto le coperte prima che la luce si fosse spenta.

      Non credo di essere bello. Ma che valore ha la mia umile opinione contro quella che invece dichiara lo specchio?

      Nessun vietcong mi ha mai chiamato negro. [Motivando il suo rifiuto a partire per la guerra in Vietnam.]

      Fluttuare come una farfalla, pungere come un'ape. Le tue mani non possono colpire ciò che i tuoi occhi non vedono, muoviti ragazzo, muoviti!

    • 17 febbraio 2010 22.47.38 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      penso alle volte ke,ho detto,(kome tanti di voi) <<No Mas>>

      basta ... mollo... nn riesko a rialzarmi e poi, agli estremi delle forze fisike

      su le manike e si rikomincia... devo farcela... devo farcela anke questa volta !!!!

      certo ke proprio è ,un personaggio mondiale,anke se nel dimentikatoio...

      << premio nobel x la pace >>... << la fiakkola delle olimpiadi >>

      bene sono soddisfatta di mè stessa... mela sono kantata e suonata da sola,

      ma devo dire di aver ottenuto il risultato ke volevo... un bel forum

      dokumentato su di lui... ho anke pensato di fare un gruppo... cioè

      passare tutto su un gruppo... mà poi mi sono detta noo... kosi è piu

      accessibile ke il gruppo x kui lo lascio qui.... pienamente kontenta e soddisfatta

      ... ora mi manka solo una kosa da postare... ed è bene ke mi sbrighi a farlo...

      xkè la riflessione ke ho dedotto da questo... nn è x nulla frivola...

      ha il mio senso certo... ed è un senso forte e triste...avevo bisogno di ciò...

      ora kapisko xkè quel sabato... mi alzai ,pensando a fare questo post...

      bhèèè a suo tempo lo kapirete anke voi... anzi finito qui salto nel mio blog...

      ... dopo 1 settimana ke ci penso,mi sono decisa, posto quel

      diskorso sul mio blog...

      bene arrivo al 20 e mi fermo qui... ciaooo

       

    • 17 febbraio 2010 22.55.37 CET
    • Kosa Rikordate... di...Muhammed Ali ??? ;-)

      1. Colmo per un pugile N.1: andare fino alla stazione per prendere un diretto.
      1. Due feti nel grembo materno. Il primo fa: "Io da grande voglio fare il comico, e tu?". Il secondo: "Io invece da grande voglio fare il pugile". Il giorno dopo il primo fa: "Ci ho ripensato, da grande voglio fare il giornalista, e tu?". E il secondo: "Io invece da grande voglio fare il pugile". Il giorno seguente il primo fa: "Sai, da grande vorrei fare l'aviatore, e tu?". E il secondo insiste: "Da grande voglio fare il pugile". Allora il primo: "Ma perche'  vuoi fare per forza il pugile?". E il secondo: "Per prendere a cazzotti quel bastardo che tutte le notti mi sputa in  faccia!".
      1. Il pugile: "Come vado?". L'allenatore: "Se l'ammazzi fai pari". (Beppe Viola)
      1. Pugili: il KO del pugile dilettante. I dolori del giovane Welter. (Gino Patroni)
      1. Incontro provinciale di boxe. Primo round. Dall'angolo il 'secondo' grida al suo pupillo: 'Ah, Giova'! Daje cor destro!". Il pugile tira un destro terribile e l'avversario va a terra. Secondo round. Dall'angolo ad un certo punto il 'secondo' grida: 'Ah, Giova'! Daje cor sinistro!". Il pugile sferra un gran sinistro e l'avversario crolla di nuovo a terra. Terzo round. Il 'secondo' grida: "Ah Giova'! Daje un gancio!". Il pugile fa partire un bel gancio che centra l'avversario che va nuovamente a terra. A questo punto lentamente si rialza, va all'angolo dove c'e' il 'secondo' e gli dice: "Ah, fijo de una gran mignotta; te voj fa' li cazzi tua!".
      1. Cosa fanno sul ring i pugili dilettanti? Si danno botte da... hobby!
      1. Colmo per un pugile N.2: avere una faccia da schiaffi.
      1. Come lavoro ho fatto anche il pugile e se devo dire la verita' anche con ottimi risultati. Riuscivo sempre a piazzarmi almeno secondo.
      1. Che differenza c'e' tra una lavatrice ed un pugile? La lavatrice lava e il pugile stende!
      1. La gente faceva a pugni per entrare al grande incontro di boxe.
      1. "Ma perché hai abbandonato?". "Lo so io perché: i cazzotti fanno male". (I pugili ormai non più lucidi  Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman in "I mostri")
      1. Il massimo della frustrazione? Un pugile che cerca di colpire le sue palle.
      1. La diplomazia rassomiglia ad un incontro di pugilato con guanti glacé nel quale il suono del gong viene sostituito dal cin cin dei bicchieri di champagne. (Georges Pompidou)
      1. Cosa fa un pugile in un garage? Un incontro di box.
      1. Senti, leggete i giornali domattina: a me me trovate nelle pagine sportive, all’avversario mio negli annunci mortuari!! (Il pugile Vittorio Gassman a Marcello Mastroianni in “I soliti ignoti”)
      1. Il mio spettacolo ha un inizio folgorante: arrivo e ci sono le trombe che squillano da una parte e le squillo che trombano dall'altra. Io entro e dico un pugile a caso, c'e' chi dice "Patrizio Oliva", c'e' chi dice "Carnera" io dico "Benvenuti" e' una questione di tradizione. Quindi comincio lo spettacolo e comincio a parlare di me, mi presento, e' una questione di buona educazione, di galateo, scritto dal monsignor Della Casa che ha fatto due cose nella vita: "Galateo" ed il vino che si beve in tutte le trattorie: il "vino della casa". Io sono Riccardo Cassini, nasco da madre napoletana e padre Ralph, praticamente appena nato giravo "Uccelli di rovo". Una volta venuto al mondo nell'alleanza atlantica, in una parola NATO, ho conosciuto i miei genitori: la mia mamma che si divideva tra il lavoro, era in Polizia, e l'hobby, che era il cinema; pensate che fu la prima donna ad essere prima-donna in un film di poliziotti, fu la prima prima-donna donna-poliziotto poliziotto del cinema. E poi mio papà, il cantante Dario Baldambembo divenuto famoso con il nome Dario Badalbimbo al quale io dissi la mia prima parola: "Zio Armando", mio padre mi disse: "Ma come non dovresti dire come tutti i bambini "papà"?", ed io dissi la mia seconda parola: "Appunto". Fu a quel punto che mio padre mi mollò in un fiume in piena in una cesta di vimini, o di Viccione, adesso non mi ricordo perché ero veramente piccolo. Mi salvarono e mi mandarono a scuola: al liceo Valpadana ero malvisto dai professori, perché si sa che quando l'umidità sale in cattedra la nebbia e' in banchi. Ma fui malvisto soprattutto a causa di un tema che scrissi con l'inchiostro invisibile dove avevo scritto: "I professori sono un po' stronzi ma l'inchiostro e' simpatico". Fu alla fine dell'anno scolastico che sentii che dentro di me qualcosa crebbe, "crebbe" che significa crescette come trebbie significa tressette.... Crebbe l'amore per una mia compagna: andammo a vivere insieme, io sono favorevole alla convivenza ed ai rapporti prematrimoniale a patto che i rapporti prematrimoniali li abbiano con me ed il matrimonio con un altro. Purtroppo la storia e' finita a causa di mia suocera sarda che si ostinava a non voler chiamarmi "genero" ma sempre "Nuoro". Fu una catastrofe e dovetti cambiare vita seguendo le orme di una mia zia che era una portiera e mio zio era un cofano: ho tentato di aprire una carrozzeria ma mentre ci provavo alle due di notte con un piede di porco sono stato arrestato ed il porco e' tornato a casa zoppicando. Sono stato condannato alla stessa pena di Aldo Biscardi: 6 mesi senza condizionale perche' Biscardi il condizionale non lo sa usare, ed ora rischio di nuovo l'arresto per necrofilia perche' continuo a "farmi le ossa" nei teatri in giro per l'Italia. Del resto mentre da sempre si sa che la maestra insegna agli alunni e la scritta luminosa insegna al neon, l'unico grande dilemma e': "ma se la museruola si mette sul muso, dove si mette la cazzuola?". (Riccardo Cassini)
      1. Il boxer e' un cane con le mutande da pugile? (Zap)
      1. Per me la boxe è come un balletto, solo che non c’è musica, non c’è coreografia e i ballerini si prendono a pugni l’un l’altro. (Jack Handey)
      1. Colmo per un pugile N.3: assicurarsi contro i sinistri.
      1. Per me fare il pugilato era un po' come fare le parole crociate... entravo verticale ed uscivo orizzontale. (Mario Zucca)
      1. "Ma tu davvero facevi la boxe?". "Si', una volta". "E come hai cominciato?". "Boh, non lo so, facevo sempre a pugni ed allora ho pensato di farmi pagare". (Eva Marie Saint a Marlon Brando in "Fronte del porto")
      1. "Tu a che cosa pensavi mentre facevamo l'amore?". "A Carlos Monzon". "Tu pensi sempre ad un pugile mentre fai l'amore?". "Mi dà la carica". "Ecco perché gridavi: destro, sinistro, destro, sinistro". (Diane Keaton e Woody Allen in "Provaci ancora Sam")
      1. Pugile: uno che pur usando i guanti ti fa male lo stesso.
      1. Ci sono cose piu' piacevoli che colpire una persona. (Cassius Clay)
      1. SVENTOLA - Colpo portato, nel pugilato, facendo compiere un ampio movimento semicircolare al braccio disteso che provoca nel ricevente intuizioni metafisiche di un certo interesse.
      1. Campionato dell'Universo delle Religioni di boxe. Finalissima: Gesù contro Budda. La folla incita, Cristiani da una parte e Buddisti dall'altra. Inizia il match. Budda al gong mette all'angolo Gesù, inizia a picchiarlo a sangue, sinistro, destro, gancio... Gesù a terra in dieci secondi. Il match è vinto, Budda esulta. Gesù si trascina al suo angolo malconcio, finito. San Pietro si avvicina e gli fa: "Cazzo però... va bene pure perdere la finale, ma così no!!!". E Gesù di rimando: "Si', è vero, ne ho prese tante, ma vedessi come ci è rimasto male quando l'ho perdonato!!!"
      1. Rochi: il pugile giu' di voce.
      1. Marito e moglie sono in salotto. Mentre lei legge un giornale lui osserva un incontro di boxe alla TV. Primo round, un pugile colpito violentemente crolla a terra, in un attimo tutto è finito. Il marito deluso dice alla moglie: "Che peccato, mi aspettavo un grande incontro, e invece è durato solo pochi minuti!". E la moglie prosegue: "Ora sai cosa provo quando facciamo l'amore".
      1. Colmo per un pugile N.4: non picchiare sul viso l'avversario per non dare nell'occhio.
      1. Fin da piccolo Mike Tyson rivela un carattere piuttosto rissoso, al punto che quando uscivano, i genitori, anziché chiamare la baby-sitter, chiamavano lo sparring partner. (Gialappa's Band)
      1. "Come si chiama la tivu dei pugili?". "Tele Dò..." (Brenno)
      1. Mike Tyson ha dichiarato che si ritirera' dalla boxe professionistica e che tornera' al suo primo amore: picchiare la gente gratis. (Craig Kilborn)
      1. Come si chiama il più forte pugile scozzese? TYROMP O'COOL. (Scirio)
      1. Perché quelli che assistono i pugili si chiamano secondi? Perché i primi a prender le botte di certo non sono. (Amerigo Apetti)
      1. "Anche l'occhio vuole la sua parte" come disse il pugile suonato.
      1. Scusa, non volevo dare nell'occhio. (Mohammed Alì) (Mauroemme)
      1. "Meglio dare che ricevere" disse Nino Benvenuti. (Lopezzone)
      1. Un giornalista sportivo si reca frettolosamente al palazzetto dello sport dove da poco si è disputato un incontro di pugilato, ormai già terminato. Il giornalista non demorde e non appena vede nel corridoio il pugile Rocco gli si avvicina ed inizia un'intervista. Il pugile è messo male, risaltano soprattutto due occhi gonfissimi e neri. Dopo lo stupore iniziale, il giornalista incomincia: "Rocco com'è andato il match?". E Rocco: "Beh, al primo round gliele ho suonate di santa ragione!". Il giornalista continua: "E poi? durante il secondo round?". "Beh lui mi ha dato una dozzina di pugni dritti in faccia, ma al terzo e ultimo round il mio avversario si è davvero cagato sotto dalla paura...". Ed il giornalista esclama sorpreso: "Davvero?". "Sì, sì... pensava che fossi morto...".
      1. Incontro di boxe nel penitenziario, i due detenuti contendenti sono nell'angolo, l'arbitro al centro attende l'inizio. Suona il gong e l'arbitro: "Fuori i secondini". (Gello Ramello)
      1. Ad essere sincero, odio la boxe. Dipendesse da me, i pugili li prenderei tutti a pugni. (Mauroemme)
      1. La boxe e' quando un sacco di bianchi stanno a guardare due neri che si riempiono di botte. (Muhammad Alì)
      1. Boxe : sport generoso basato sul concetto cristiano del 'dai e ti sarà dato'. (Giancarlo Tramutoli)
      1. L'allenatore al suo pugile: "Abbiamo pagato l'arbitro perché ti dichiari vincitore. Abbiamo pagato il tuo avversario perché ti lasci vincere. Il resto dipende da te". (Groucho Marx)
      1. Un pugile col naso rotto e gli occhi pesti, si presenta all'ufficio degli oggetti smarriti: "E lei cos' ha perso?". "L'incontro!". (Groucho di Dylan Dog)
      1. Quel pugile non era un gran che... durante gli *addestramenti* prendeva i sinistri. (Dr. ICE)
      1. Un tecnico del suono, boxeur in erba, ha sfidato per gioco Mike Tyson ad un incontro di boxe sulle 5 riprese. Inutile precisare che l'incontro è terninato al primo round per KO. Dopo aver ricevuto una gragnuola di pugni il tecnico è caduto a terra e così ha potuto sperimentare una percezione alterata del suono tipica di chi si scontra con il terribile Tyson: il Dolby sul Round! (Simone S.)
      1. Quando facevo il pugile non vedevo l'ora di mandare fuori i secondi perché erano troppo minuti. (Dr. ICE)
      1. Qual è la cosa più difficile nella boxe? Raccattare i denti senza togliersi i guantoni! (Scirio)

       

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