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  • Topic: Il mio Cannolo allo specchio ( tratto dalla mia storia vera )

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    • 25 febbraio 2010 14.25.25 CET
    • Il mio Cannolo allo specchio ( tratto dalla mia storia vera )

      C’era una volta una bella panettiera milanese la quale, per cavalcare l’onda e mettersi al passo con le mutate condizioni etniche del quartiere, aveva deciso di incrementare il proprio business producendo una vasta gamma di dolciumi regionali. Così dal pan dei morti milanese alla schiacciata toscana, dal babà napoletano alle strazzate lucane, dal maritozzo romano alle cartellate pugliesi , era finalmente approdata al cannolo siciliano.
      C’era, all’interno del suo negozio, un grosso specchio dalla cornice antica, appartenuto al vecchio proprietario, uno di quei signori d'età indefinita che nel quartiere tutti ricordavano come 'il cummenda' che per primo aveva creato un'attività commerciale in quella via , dando lavoro a parecchia gente del sud. Poi era morto e, in punto tale, aveva deciso di lasciare ogni suo avere alla badante che negli ultimi anni l’aveva accudito, tale Rodica di Bucarest presentatagli però come Carmeluzza di Aci Trezza, perchè il cummenda solo i terroni s'era sempre impegnato d' occupare.Ma torniamo allo specchio.
      Qualcuno diceva che si trattasse di uno specchio magico, in effetti pareva che qualunque cosa, posta dinnanzi ad esso, riflettesse l’immagine del proprio vero essere, come una sorta di radiografia dell’essenza e della compresenza dei reali componenti della propria sostanza. A volte, quasi un’autopsia.
      Di tanto in tanto la panettiera, che qui ora chiameremo ‘prestinaia’, benchè lo specchio non la riflettesse come una ‘prestinaia’ verace, milanese al cento per cento, bensì nella sua vera sostanza di rumena intraprendente riuscita ad imboccare una via di tutto rispetto, si divertiva a sbirciare l’essenza dei suoi clienti e delle loro cose, a loro insaputa... Scopriva così che l'addetto all'anagrafe del comune era un falso invalido il quale aveva vinto il concorso per l' alto punteggio assegnatogli nelle categorie protette, che il bauletto Louis Vuitton della signora Genoveffa era giunto direttamente dalle bancarelle senegalesi di corso Buenos Aires e non dalle sfarzose vetrine in Galleria Vittorio Emanuele, e che il signor Aurelio del condominio di fronte, onest’uomo ligio al dovere e devoto alla moglie, in realtà aveva un’amante storica nelle vesti della Mariettina che due volte a settimana puliva le scale e svuotava le pattumiere. Tuttavia, quest’ultimo azzardava la corte anche a lei, tacendo della Mariettina e lamentando una sorta di solitudine interiore e di problematiche di coppia, così che ogni mattina passava a comprare due michette e quattro tortelli: le prime per la moglie, i secondi per la pulitrice. La prestinaia non diceva nulla, tanto il cliente ha sempre ragione e, purchè acquistasse i suoi prodotti, lo ascoltava per un paio d'ore.

      Insomma, un vero spasso! Ma nessuno poteva immaginarlo.

      Un bel giorno entrò in negozio una donnina piccina piccina tutta nera. Una di quelle che passando per caso, lasciando scivolare l’occhio sulle vetrine ridondanti di michette, lingue, ciabatte, panpatata , pan focaccia e vassoi di dolciumi variegati con il prezzo di 4 euro a pezzo, era rimasta folgorata da una vistosa coreografia di cannoli in doppia fila come soldatini. Tutti in mimetica marrone e con le applicazioni graduate sul bianco delle spalline.
      Entrò, e lo specchio, posto leggermente più ad est, sorrise. Ma fece fatica ad inquadrarla, perché lei era rimasta lì, incollata alla vetrina dall’interno, tutta intenta ad additare i cannoli. Ne scelse uno, il più bello e grosso, che visto singolarmente non sembrava più un soldatino: aveva le due estremità sormontate ciascuna da una mezza ciliegia candita come il naso di un pagliaccio e una fettina di scorza di limone , sempre candita, a mò di sorriso, due scaglie di cioccolato come occhi, cosicchè pareva avere due facce, una da un lato e una dall'altro. La donnina non parve molto convinta della cosa, quei sorrisi le parvero tanto giocondi quanto enigmatici, ma il desiderio era così forte che disse alla prestinaia di darglielo subito.
      - Da mangiare adesso o dopo?- domandò l'esercente.
      - Dopo, con calma- rispose la donnina. Lo avrebbe gustato più tardi, nel silenzio più assoluto e con la devozione che soltanto un cannolo degno di tale nome merita.
      Così la panettiera rumena, ma questo nessuno poteva saperlo perchè in apparenza milanese impiantata in loco da quel di Aci Trezza, quindi una vera prestinaia con il camice azzurrino e cuffia e grembiule bianchi, allungò le pinze verso il cannolo, lo afferrò delicatamente e si diresse verso il lato est del banco, in direzione della pigna dei tovaglioli , dei sacchettini di carta e…dello specchio!
      La donnina, già con l’acquolina in bocca, si diresse verso di lei, chiedendo:
      -Che tipo di ricotta c’è dentro?- era questo il dilemma peggiore, ogni qualvolta le capitava un'occasione simile in terra non proprio avvezza ai cannoli.
      -Quella giusta- fece la prestinaia- con lo zucchero , i canditi e le scaglie di cioccolato!-
      -La prepara lei?- le chiese ancora, titubante.
      -No, la pasticceria è regionale e quindi arriva ogni giorno direttamente dalle regioni interessate!-
      La donnina si figurò allora un aereo colmo di cannoli , ogni dì in fase di decollo dall'aeroporto di Palermo "Falcone e Borsellino" e in fase di atterraggio proprio in quel di Milano-Linate.
      -La ricotta è...di pecora-pecora?- le domandò ancora, precisando il dilemma.
      Non ebbe il tempo di ricevere risposta che il cannolo nelle mani della prestinaia entrò nella cornice dello specchio. La rumena, finta milanese, sbiancò in viso, allor quando la donnina si voltò di scatto ed incrociò la magica visuale.
      -Si sposti subito!- urlò la prestinaia.
      Ma la donnina rimase lì, incuriosita ad osservare l’altro cannolo, quello riflesso che sprigionava la sua vera
      essenza di cannolo bluff travestito da cannolo verace: cialda acquistata al mercato di Lambrate , neppure tanto croccante per via dell’umido dei magazzini della ditta ‘Le dolcezze di Nagib’ di proprietà di un egiziano che nel bresciano produceva prodotti dolciari d’ogni tipo, e farcitura di ricotta prodotta dal latte delle mucche della Val Brembana che un solerte pasticciere cinese, Cheng Yun, frullava e amalgamava con canditi prodotti a Napoli dalla ditta di Totonno 'o scugnizzo, e scaglie di cioccolato di Livigno, in una specie di laboratorio irregolare di Quarto Oggiaro con una succursale a Baggio, in uno scantinato.
      Nel frattempo, la prestinaia rumena vide la vera essenza della donnina riflettersi allo specchio: una siciliana verace che i cannoli li sognava persino di notte, tanto li amava, che avrebbe riconosciuto lontano un miglio un cannolo verace, dal soffice cuore di ricotta di pecora impreziosita da scorze candite d’arancia , cedro e limone della Conca d’Oro , in un abbraccio di cialda croccante e scoppiettante di bolle come i fuochi d’artificio nella notte della festa della Madonna del Soccorso di Sciacca.
      -E vorresti pure 4 euro per una cosa del genere???- gridò con rabbia alla prestinaia.
      -Ma pensa te!-bofonchiò la prestinaia- mi cerca la ricotta di pecora 'sta qui a Milano!- e lanciò il cannolo facendo canestro nel cestino.
      -No, ma almeno la verità! Hai scritto in vetrina 'dolci tipici originali regionali'- sottolineò la donnina.
      -E che non è una regione la Lombardia? -
      -Mi volevi rifilare un cannolo taroccato!-
      La prestinaia volò come una saetta da dietro il banco verso la donnina, la squadrò dall'alto verso il basso cercando di metterla alla porta.
      A quel punto lo specchio , gonfio di anni di soprusi e di duro lavoro al servizio dell’infima e pettegola
      prestinaia, fece quello che non aveva mai fatto: parlò!
      Parlò e le disse direttamente in faccia, tenendola immobile come magnetizzata dal suo fulgore:
      -Le bugie hanno le gambe corte! Ti sei sempre divertita a scrutare qui dentro di me la vera essenza degli altri e delle loro cose, ma non hai permesso a nessuno di scoprire la tua vera essenza! …Chi di specchio ferisce, di specchio perisce! Ti sei tradita per un cannolo! D’ora in poi ricorda: cannoli e buoi dei paesi tuoi!-
      Poi rivolgendosi alla donnina, aggiunse:
      - I veri cannoli si trovano solo nel luogo in cui vivono, marciano, sorridono ed esplodono nelle feste, senza mai viaggiare.-
      E sì, perché un vero cannolo non ama fare giri troppo lunghi: chiunque volesse convincervi del contrario,
      sappiate che sta bluffando!

       

    • 25 febbraio 2010 14.38.30 CET
    • Il mio Cannolo allo specchio ( tratto dalla mia storia vera )

      CONSIDERANDO IL FATTO CHE SONO UNA PERSONA GOLOSA.... E VEDENDO CHE VELLA FOTOGRAFIA CHE HAI MESSO ...... APPENA ESCO MI VADO A PRENDERE UN CANNOLO ALLA RICOTTA REGIONALE MA SENZA CANDITI,PERCHè PREFERISCO LE SCAGLIE DI CIOCCOLATO :-)!!!!!!!

      bELLA STORIA ACIDA MI è PIACIUTA ....SOPRATTURRO LA MORALE CHE C'è DIETRO! BACIO BUONA GIORNATA

    • 25 febbraio 2010 15.25.39 CET
    • Il mio Cannolo allo specchio ( tratto dalla mia storia vera )

      "Le bugie hanno le gambe corte! Ti sei sempre divertita a scrutare qui dentro di me la vera essenza degli altri e delle loro cose, ma non hai permesso a nessuno di scoprire la tua vera essenza!"

       

      Ciao Perfida... io è 'na vita che lo dico!

      Signori della corte... diffidate di chi dice cose sugli altri... Son fatte di ricotta taroccata. 

      PS: è la prima volta che arrivo alla fine di un post così lungo... Grazie.

    • 26 febbraio 2010 09.15.46 CET
    • Il mio Cannolo allo specchio ( tratto dalla mia storia vera )

      ..ehehehe Acida bella la storia, significativa, ma vedo questi cannoli di prima mattina ed e sono una bella tentazione.. conservane uno anche per me va...

       

      un bacione

       

    • 28 febbraio 2010 12.48.34 CET
    • Il mio Cannolo allo specchio ( tratto dalla mia storia vera )

      Devo ammettere che la tua tua storia mi è piaciuta,ACIDAPERFIDA, sono state messe allusioni e metafore al punto giusto.

      SEI VERAMENTE INTERESSANTE

      CIAO 1 BACIO

    • 28 febbraio 2010 22.22.57 CET
    • Il mio Cannolo allo specchio ( tratto dalla mia storia vera )

      la verita.... lo specchio è come la vita puoi fi ngere quanto vuoi puoi essere quello che non sei ma alla fine ti devi scontrare con la verita 

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