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  • Topic: sei aprile....

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    • 06 aprile 2011 18.11.38 CEST
    • sei aprile....

      Oggi sei aprile....giorno della memoria per il terremoto all'aquila....chi è abruzzese?

      anche vicino ....io per es....sentivo le scosse erano tremende anche se solo..l'eco di quello che poi sarebbe stato eppure scappavamo andavamo nel fienile a dormire .....

       

      (copiato sul web)

      Qualcuno disse che si era trattato di un'esplosione di gas, solo chiacchiere da strada, però confermarono la mia percezione di quel suono.
      Da quel momento cominciai a pensare agli ultimi giorni di Pompei, prima tanti terremoti, poi esplosioni, ed infine l'apocalisse di quelle popolazioni, costruzioni e cultura. Fui turbata parecchio da questo pensiero, incominciarono brutti sogni in cui mi vedevo in luoghi ignoti circondata da facce ignote. I risvegli del mattino in quella settimana erano l'inizio di un giorno in cui mi auguravo soltanto che tutto andasse bene, vivevo come un automa, succube di oscure impressioni che non potevano diventare pensieri chiari e distinti. Usando la Ragione e la cultura scientifica, quella diffusa e condivisa, come potevo credere che qualcosa di orribile era veramente imminente? Apparentemente tutto si svolgeva come prima, però i giornali cominciarono a scrivere di terremoti, qualcuno cominciò a prevedere scosse disastrose a tempi brevi e fu tacitato con minacce serie, per aver turbato l'ordine e la pace della gente (Giuliani, effettivamente denunciato, nonostante avesse cercato di avvertire le istituzioni del pericolo imminente, NDR).
      Passai allegramente il weekend di quella settimana in pieno centro città, nella distribuzione e vendita delle pizze di Pasqua della C.R.I.
      E la domenica mi detti un appuntamento con un'altra volontaria per l'indomani mattina, quando saremmo dovute andare a venderne ancora vicino al Palazzo delle Regione, nella zona di Pettino.
      Venne la scossa delle undici in quella nottata del 5 aprile, mi ero appena messa a letto quando la avvertii, mi alzai e siccome vivo sola andai a bussare alle porte dei miei vicini al secondo piano, perché pensavo di scendere ed andare a dormire fuori con loro, avrei voluto compagnia, avevo paura di andare fuori di notte da sola. Fui rassicurata e calmata dalla paura, e tornammo tutti a dormire nei nostri letti.
      Lasciai accesa la luce della cucina, non si sa mai, meglio vederci un po'. E mi addormentai.
      Fino al risveglio nel sussulto impazzito di tutte le cose, nel rumore assordante che penetrò nel corpo e nella mente, e vi rimarrà a lungo. Era buio, persi l'orientamento nella mia camera, andai verso l'armadio per prendere un cappotto, sbagliai direzione, percepivo con le mani tessuti leggeri mentre volevo roba pesante, seguitavo a tastare a vuoto nel buio, non trovavo quello cui avevo bisogno. In piedi, quasi priva di sensi, subivo la scossa più violenta. Poi ci fu luce, all'improvviso, non ricordo come, e vidi tutta la roba dell'armadio per terra, presi la prima cosa che mi venne in mano, un impermeabile. Presi la chiave di casa, ed attraversai il soggiorno, libri a terra, oggettini di percellana, stupidini ed amatissimi, in frantumi sul pavimento. Afferrai due portafotografie con le foto dei miei figli, ed uscii sul pianerottolo, scesi le scale, e vidi che il portone d'ingresso non si poteva aprire con la chiave. Si era incastrato tutto, qualcuno stava tentando di rompere le vetrate infrangibili. Veramente infrangibili, per aprire un varco ci volle tanto tempo, e finalmente uscimmo carponi, badando di non ferirci con i vetri in frantumi.
      Trovai rifugio in una delle macchine dei vicini, parcheggiata su un prato poco più su di casa mia, lì aspettammo che si facesse giorno.
      E fu l'inizio dell'odissea del poi.
      Cominciarono ad arrivare notizie frammentarie, qualche telefonata comunicò che anche a Pescara stavano tutti fuori ad aspettare che uscisse il sole. Quando si fece giorno, con le facce spettrali per la luce grigia dell'alba ed il terrore negli occhi, cominciammo a sentire notiziari radio.
      Fu comunicata l'intensità della scossa, 5.8 della scala Richter. E si incominciò a parlare di morti, di crolli, di centro storico dissolto in macerie. Uscì il sole, ed intorno a me, nella zona Torrione vicina alla caserma dei Vigili Urbani sembrava tutto a posto, impossibile credere che poco più in là ci fossero macerie, morte e distruzione. Dopo una provvidenziale tazzina di caffè offerta da una vicina di casa operosa e generosa, mi ricordai dei farmaci che mi sono necessari e che erano restati a casa.Tornai a casa, e aiutata da un vicino, rientrai nel mio appartamento. In quel momento non mi resi conto del fatto che sarebbero passati parecchi giorni prima di entrarci di nuovo, e presi solo ciò di cui avevo bisogno immediato: i farmaci, un paio di pullover, un cappotto, le chiavi della macchina, il telefonino con il cavetto della ricarica elettrica, le agendine con i numeri telefonici, e altre foto dei miei figli. Le chiavi della macchina furono la mia salvezza, la mia 600 FIAT è stata casa e rifugio per due giorni e due notti ancora, all'aperto. Una su un prato in mezzo a sconosciuti, un'altra accanto alla Casa Madre dell' Istituto della Dottrina Cristiana. Sono stati giorni in cui lentamente ho preso coscienza della gravità della situazione, con il suono continuo di sirene di ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, motori di elicotteri e camion che portavano soccorsi, strade in entrata verso L'Aquila bloccate, gente in fuga verso destinazioni più sicure con macchine cariche di bagagli. Ma non potevo credere che i fabbricati che hanno segnato con la loro solida presenza il mio quotidiano, non esistevano più, semplicemente. L'ho capito non quando l'ho sentito raccontare da persone o alla radio, ma quando ho incominciato a vedere le immagini in TV.
      Cosa tristissima, che mi annienta: il numero dei morti cresceva di ora in ora. Qualcuno ha scritto su un giornale nazionale che la città dell'Aquila è diventata la Pompei della montagna.

       

    • 07 aprile 2011 06.44.45 CEST
    • sei aprile....

      Un popolo, come quello irpino, come quello di Colfiorito, come quello del Friuli, come quello del Belice che hanno la vita indelebilmente segnata per avere - nella migliore delle ipotesi  - perso tutto cio' per cui a volte per generazioni hanno sudato e costruito, in pochi minuti.... Un pensiero va a loro e a tutti quelli che non ho nominato. Un bacio, Renato.

    • 07 aprile 2011 07.20.21 CEST
    • sei aprile....

      [quote=PRIMODISETTE]

      Un popolo, come quello irpino, come quello di Colfiorito, come quello del Friuli, come quello del Belice che hanno la vita indelebilmente segnata per avere - nella migliore delle ipotesi  - perso tutto cio' per cui a volte per generazioni hanno sudato e costruito, in pochi minuti.... Un pensiero va a loro e a tutti quelli che non ho nominato. Un bacio, Renato.

      [/quote]

      hai pienamente ragione renato ...

    • 07 aprile 2011 07.22.18 CEST
    • sei aprile....

      [quote=Ajshaa]

      ciao defe... grz del ricordo... metto anche io un pensiero

      Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti (Ligabue)
      passa il sole ogni giorno senza mai tardare. (Tiziano Ferro)
      Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri) Dove sarò? (Gianni Morandi)

      Tra le nuvole e il mare c'è una stazione di posta (Franco Battiato)
      uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri)
      sul sentiero infinito (Max Pezzali) del maestrale (Eugenio Finardi)

      Day by day (Zucchero) Day by day (Cesare Cremonini)
      hold me... shine... on me. (Zucchero) shine on me (Cesare Cremonini)
      Day by day... save me... shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini,

      Eugenio Finardi)

      Ma domani, domani... domani, lo so (Francesco Renga)
      Lo so che si passa... il confine, (Roberto Vecchioni)
      E di nuovo la vita (Mauro Pagani) sembra fatta per te (Giuliano Palma)
      e comincia (Elio) domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma )
      domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti)

      [rap 1]
      Estraggo un foglio nella risma nascosto scrivo e non riesco forse perché il sisma m'ha scosso

      (Caparezza)
      Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani, ma puoi farlo solo oggi

      (Frankie Hi Energy)

      e la vita la vita... si fa grande così (Gianluca Grignani)
      e comincia... domani (Giuliano Sangiorgi)

      Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni)
      con un po' di fortuna (Ron) si può dimenticare. (Luca Carboni)
      Dove sarò? (Baustelle) Domani... Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle)

      oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri,

      Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)
      [rap 2]
      Dove sarò io domani, che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani
      Dove sarò io domani, devo rialzarmi, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash)

      Tra le nuvole e il mare si può andare e andare (Laura Pausini)
      sulla scia delle navi di là del temporale (Carmen Consoli)
      e qualche volta si vede (Nek) [domani] (Antonello Venditti) una luce di prua (Nek)
      qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)

      [rap 3]
      Come l'aquila che vola libera tra il cielo e i sassi [Jovanotti]
      siamo sempre diversi [J-Ax] e siamo sempre gli stessi [Fabri Fibra]
      hai fatto il massimo, il massimo non è bastato [Jovanotti]
      e non sapevi piangere e adesso che hai imparato [J-Ax]
      non bastano le lacrime a impastare il calcestruzzo
      eccoci qua [Jovanotti] cittadini d'Abruzzo [J-Ax, Fabri Fibra]
      e aumentano d'intensità le lampadine
      una frazione di secondo [J-Ax] prima della fine [Fabri Fibra]
      e la tua mamma [Jovanotti] la tua patria [J-Ax] da ricostruire [Fabri Fibra]
      comu le scole, le case, specialmente lu core
      e puru nu postu cu facimu l'amore
      signore e signori... noi
      (Jovanotti, J-Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System)
      (accompagnamento alla tromba di Roy Paci)

      Non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi) [a fare castelli in aria] (J Ax e Fabri Fibra)
      non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi) [sulla stessa barca] (J Ax, Fabri Fibra)
      non siamo così soli (Giorgia) [a fare castelli in aria] (J Ax e Fabri Fibra)
      non siamo così soli (Giorgia) [a stare bene in Italia] (J Ax e Fabri Fibra)
      non siamo così soli (Giorgia) [a fare castelli in aria] (J Ax e Fabri Fibra)
      non siamo così soli (Giusy Ferreri) [sulla stessa barca] (J Ax)
      non siamo così soli (Giusy Ferreri) [a fare castelli in aria] (J Ax e Fabri Fibra)
      non siamo così soli (Dolcenera) a immaginare un nuovo giorno in Italia
      (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
      (accompagnamento alla tromba di Roy Paci)

      Con le nuvole e il mare si può andare, andare
      Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù)
      Qualche volta si vede... una luce di prua
      e qualcuno grida, domani (Morgan)

      Non siamo così soli (Giorgia) Non siamo così soli (Mario Venuti)
      Non siamo così soli (Giorgia) Non siamo così soli (Mario Venuti)
      Non siamo così soli (Giorgia) Non siamo così soli (Mario Venuti)
      Non siamo così soli (Dolcenera) Non siamo così soli (Giusy Ferreri)
      Non siamo così soli... Così soli (Giorgia)
      Non siamo così soli... Non siamo così soli
      Non siamo così soli... Non siamo così soli
      (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)

      (Assolo violino Mauro Pagani)
      Domani è già qui, domani è già qui... domani (Jovanotti, Marracash, Fabri Fibra, J-Ax)

      Ma domani domani, domani lo so,
      lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini)
      E di nuovo la vita sembra fatta per te
      e comincia... domani (Elisa) ... (Sud Sound System)

      Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
      Con un po' di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli degli Afterhours)
      E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango)
      E comincia (Niccolò Fabi) [coro finale] Domani

      Ma domani domani, domani lo so
      Lo so che si passa il confine
      E di nuovo la vita sembra fatta per te
      E comincia... domani
      (Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia,

      Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron,

      Giuliano Sangiorgi, Negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini,

      Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti,

      Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino)
      Domani è già qui... domani è già qui (Jovanotti)


       

      [/quote]

      grazie...Aj

      be molti hanno partecipato a questa splendida song ...meno che eros....

    • 07 aprile 2011 08.38.06 CEST
    • sei aprile....

      la ricostruzione e' un cammino lungo anzi lunghissimo...certo che sentirne parlare fa effetto...come se anche loro insieme al tutto fosse stato inghiottito quella notte...meno che la speranza di poter rinascere...trovo non sia facile continuare a sperare,penso che se fosse successo a casa dei potenti...sarebbe gia tutto ricostruito,altro che burocrazia e lentezze,ma si sa!!!!! dicono che e' stato fatto quel che si poteva,e spero che i soldi che tutti gli italiani abbiamo donato per loro non siano finiti nelle tasche di qualcun altro..certo che a sentirli parlare sembra siano ancora molto indietro.. che a parte le casette,la vera opera di ricostruzione sia ancora a zero....mah!ciaooo

    • 08 aprile 2011 09.52.05 CEST
    • sei aprile....

      Hhaahahahah..... che buffoni che siamo.... io dico che se tra un anno vai in Giappone non troverai piu' nessuna traccia del terremoto e della catastrofe che e' successa .....invece qua non si sa come mai.... siamo sempre a risicare.... non ho parole, dico solo che evidentemente va bene a tutti cosi', visto che nessuno mai si lamenta.

      Soldi pubblici?? Con tutte le tasse che paghiamo (l'Italia e' il paese dove se ne pagano di piu').....ma dove cazzo sono??

      Vabbe' daiiiiiiii ma che ce ne frega in fondo ....siamo italiani.

      CiAoOoOoOOoOoOO

    • 08 aprile 2011 09.58.21 CEST
    • sei aprile....

      MERC...NNU LU DI' A  ANISCIU' ....TE LO DIKO CO N'ORECCHO ...SAI C'E' CHI DEVE PAGARE LE ....FESTICCIOLE( CON TANTO DI ...MINORENNI E .....CANNUCCE...PER LE ..BIBITE NATURALEMNTE... E LE VACANZE DI LUSSO TRA UN PO' ARRIVA L'ESTATE...E KI CI GOVERNA PORA GENTE....HANNO LAVORATO ...A TIRARSI LE CACCOLETTE  E SI DEVON RIPOSARE....

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