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  • Topic: passione cinema

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    (0 rates)
    • 14 aprile 2011 17.58.49 CEST
    • passione cinema

      Ciao a tutti.

      Che ne dite di un topic dove poter parlare di film visti al cinema o che devono uscire e di film che abbiamo visto a noleggio ?

      Comincio io con un film che mi sono visto solo a noleggio,cioé questo.

      Terzo capitolo della saga di Narnia con il leone saggio Aslan,un sequel diretto da un certo Michael Apted che di certo non ha niente a che vedere con Andrew Adamson il regista dei due precedenti capitoli,un film bello visivamente ma non agli stessi livelli dei primi due capitoli,"Il leone,l'armardio e la strega" e "il principe Caspian"sono due capolavori anche se "il viaggio del Veliero"nel suo piccolo non é male,come forse alcuni di voi non sapranno é che i primi due film sono stati distribuiti dalla Walt Disney che da questo capitolo ha deciso di non distribuire più la saga forse perché avranno già speso troppi soldi comperando i diritti della Marvel.

      Comunque pare che sia già stato annunciato il nuovo film della saga dal titolo "il nipote del mago",intanto devo dire la mia sul dvd di questo terzo capitolo della saga fantasy,l'edizione da noleggio ha fra gli extra solo due video musicali che fanno parte della colonna sonora mentre per l'edizione in vendita si trova in commercio solo l'edizione singola mentre di un edizione speciale come per i due precedenti capitoli quest'anno proprio non se ne parla,solo per chi ha il lettore blu ray proprio l'edizione blu-ray contiene molti extra,comunque un film da vedere anche per chi come me si é affezionato a questa saga .

    • 14 aprile 2011 18.50.51 CEST
    • passione cinema

      Trama

       

      In Georgia, nei primi anni del Novecento, Celia, una adolescente di colore, viene violentata da quello che ritiene sia suo padre e dà alla luce due figli che le vengono portati via. L'uomo la cede in sposa ad Albert, un vedovo con quattro bambini, di colore anche lui, uomo violento e manesco. A Celia non resta che l'affetto per Nettie, la sorella minore, che un giorno si presenta a casa sua in cerca di ospitalità e aiuto. Ma Celia non è che una schiava, disprezzata e maltrattata dal marito che comincia ad insidiare Nettie. Respinto con forza dalla cognata, Albert la caccia di casa e a Nettie non resta che promettere alla sorella di scrivere. Albert nasconde per anni le missive di Nettie, mentre Celia continua a condurre la sua misera esistenza. Albert arriva a portare in casa la sua amante, una cantante di colore di nome Shug Avery, che però diventa amica di Celia. Intanto Nettie si è fatta missionaria e vive in Africa del Sud presso la famiglia del pastore che, a suo tempo, aveva adottato i figli di Celia. Intanto il figlio maggiore di Albert, Harpo, si è sposato con Sofia, donna giovane ed energica che paga con otto anni di carcere un gesto di ribellione contro la moglie del sindaco. Harpo mette su un modesto locale in cui talvolta si esibisce cantando i suoi "spiritual", la bella Shug, finalmente sposatasi. E Shug, che a suo tempo respinta da suo padre, il pastore locale, alla fine, cantando insieme ai fedeli un inno di gioia al Signore, si riconcilia con lui. Celia e Shug un giorno trovano in un nascondiglio tutte le lettere di Nettie alla sorella: Celia è finalmente felice. E il destino sta finalmente per sorriderle...

      Il Colore Viola (The Color Purple)
      Cast
      Danny Glover, Whoopi Goldberg, Margaret Avery, Oprah Winfrey, Willard e. Pugh, Carl Anderson, Susan Beaubian, Akosua Busia, Adolph Caesar, Dana Ivey
      Regia
      Steven Spielberg
      Sceneggiatura
      Menno Meyjes
      Durata
      02:31:00
      Genere
      Drammatico
      Distribuito da
      PIC (1986) - VIDEO E DVD: WARNER HOME VIDEO


       

      non lho noleggiato lho visto in tv....

      non ho mai noleggiato un films...

      un saluto mazinga...

    • 14 aprile 2011 19.01.01 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

      Trama

       

      In Georgia, nei primi anni del Novecento, Celia, una adolescente di colore, viene violentata da quello che ritiene sia suo padre e dà alla luce due figli che le vengono portati via. L'uomo la cede in sposa ad Albert, un vedovo con quattro bambini, di colore anche lui, uomo violento e manesco. A Celia non resta che l'affetto per Nettie, la sorella minore, che un giorno si presenta a casa sua in cerca di ospitalità e aiuto. Ma Celia non è che una schiava, disprezzata e maltrattata dal marito che comincia ad insidiare Nettie. Respinto con forza dalla cognata, Albert la caccia di casa e a Nettie non resta che promettere alla sorella di scrivere. Albert nasconde per anni le missive di Nettie, mentre Celia continua a condurre la sua misera esistenza. Albert arriva a portare in casa la sua amante, una cantante di colore di nome Shug Avery, che però diventa amica di Celia. Intanto Nettie si è fatta missionaria e vive in Africa del Sud presso la famiglia del pastore che, a suo tempo, aveva adottato i figli di Celia. Intanto il figlio maggiore di Albert, Harpo, si è sposato con Sofia, donna giovane ed energica che paga con otto anni di carcere un gesto di ribellione contro la moglie del sindaco. Harpo mette su un modesto locale in cui talvolta si esibisce cantando i suoi "spiritual", la bella Shug, finalmente sposatasi. E Shug, che a suo tempo respinta da suo padre, il pastore locale, alla fine, cantando insieme ai fedeli un inno di gioia al Signore, si riconcilia con lui. Celia e Shug un giorno trovano in un nascondiglio tutte le lettere di Nettie alla sorella: Celia è finalmente felice. E il destino sta finalmente per sorriderle...

      Il Colore Viola (The Color Purple)
      Cast
      Danny Glover, Whoopi Goldberg, Margaret Avery, Oprah Winfrey, Willard e. Pugh, Carl Anderson, Susan Beaubian, Akosua Busia, Adolph Caesar, Dana Ivey
      Regia
      Steven Spielberg
      Sceneggiatura
      Menno Meyjes
      Durata
      02:31:00
      Genere
      Drammatico
      Distribuito da
      PIC (1986) - VIDEO E DVD: WARNER HOME VIDEO


       

      non lho noleggiato lho visto in tv....

      non ho mai noleggiato un films...

      un saluto mazinga...

      [/quote]

      Pure tu l'hai visto su RaiMovie ?

      Comunque il noleggio di un film non costa così tanto,se vai al Blockbuster della tua città te ne fanno noleggiare 4 di film per 4 sere a soli 10,00Euro,se no puoi fare prima a recuperarti i film per altre vie senza bisogno di aspettare che li facciano in tv e di uscire di casa.

    • 14 aprile 2011 22.30.05 CEST
    • passione cinema

      [quote=Mazinga1975]

      Ciao a tutti.

      Che ne dite di un topic dove poter parlare di film visti al cinema o che devono uscire e di film che abbiamo visto a noleggio ?

      Comincio io con un film che mi sono visto solo a noleggio,cioé questo.

      Terzo capitolo della saga di Narnia con il leone saggio Aslan,un sequel diretto da un certo Michael Apted che di certo non ha niente a che vedere con Andrew Adamson il regista dei due precedenti capitoli,un film bello visivamente ma non agli stessi livelli dei primi due capitoli,"Il leone,l'armardio e la strega" e "il principe Caspian"sono due capolavori anche se "il viaggio del Veliero"nel suo piccolo non é male,come forse alcuni di voi non sapranno é che i primi due film sono stati distribuiti dalla Walt Disney che da questo capitolo ha deciso di non distribuire più la saga forse perché avranno già speso troppi soldi comperando i diritti della Marvel.

      Comunque pare che sia già stato annunciato il nuovo film della saga dal titolo "il nipote del mago",intanto devo dire la mia sul dvd di questo terzo capitolo della saga fantasy,l'edizione da noleggio ha fra gli extra solo due video musicali che fanno parte della colonna sonora mentre per l'edizione in vendita si trova in commercio solo l'edizione singola mentre di un edizione speciale come per i due precedenti capitoli quest'anno proprio non se ne parla,solo per chi ha il lettore blu ray proprio l'edizione blu-ray contiene molti extra,comunque un film da vedere anche per chi come me si é affezionato a questa saga .

      [/quote]

      mi piace molto questa discussione....grazie

      i films..che mi danno belle emozioni...

       sono sempre presenti nei miei vari blog...^^

       

      ho visto solo il primo film della saga di  le cronache di narnia 

       amme e' piaciuto ...il fatto dell'armadio ..che poi passa in un'altra dimenzione

      aspetto con ansia che ne citi un'altro ..io ne ho una serie ...

    • 15 aprile 2011 13.00.04 CEST
    • passione cinema

      [quote=Ajshaa]

      posto questo ... precisando che sono assolutamente contraria all'eutanasia "SUICIDIO" ... ma rimane comunque il mio film preferito...

      Tratto da una storia vera, la pellicola, incentrata sul tema dell'eutanasia, narra la vicenda di Ramón Sampedro, un uomo costretto a letto (interpretato da Javier Bardem) a causa di un grave incidente: un tuffo da uno scoglio finito male, che lo ha lasciato tetraplegico. Passa il tempo a guardare dalla finestra, a scrivere poesie e vorrebbe che qualcuno lo aiutasse a morire.

      Dopo 28 anni vissuti in questo modo, tenta perciò una battaglia legale nei confronti del governo spagnolo per ottenere il diritto all'eutanasia. Viene così a trovarsi al centro di un caso mediatico, che divampa fra quanti sono favorevoli alla sua richiesta e quanti la osteggiano, per motivi etici. Sostiene, fra l'altro, una discussione - in circostanze alquanto grottesche - con un prete anch'egli tetraplegico venuto in casa sua per parlargli e convincerlo a desistere dai suoi propositi; fra i dialoghi fra i due, vi è il botta e risposta per cui mentre il religioso sostiene che "una libertà che elimina la vita non è una libertà", per Ramon "una vita che elimina la libertà non è vita".

      Nella sua vicenda, Ramón viene assistito dalla famiglia del fratello, che dal giorno dell'incidente si prende cura di lui, e da Julia, una avvocatessa affetta da una malattia neurodegenerativa (la CADASIL) e quindi compartecipe della sua situazione. I due finiscono per innamorarsi l'uno dell'altro e, quando il processo volge al peggio, con i giudici decisi a negare l'eutanasia, meditano il suicidio insieme. All'ultimo momento, tuttavia, la donna si rifiuta di compiere il gesto, lasciando Ramón solo e sempre più afflitto.

      Interviene però a questo punto una seconda donna, Rosa, giovane madre divorziata ed amica dell'uomo, di cui aveva però sempre criticato il desiderio suicida. Per amore di Ramón, la donna acconsente infine ad aiutarlo nei suoi propositi, porgendogli un bicchiere in cui era stata sciolta una dose letale di cianuro di potassio, consentendogli infine di liberarsi di quella vita che da anni non sopportava più, non prima di aver registrato il suo ultimo accorato appello al diritto all'eutanasia volontaria per quanti soffrono.

      Mare dentro, Mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà che fanno vero un desiderio nell'incontro. Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una saetta, il mio corpo cambiato non è più il mio corpo, è come penetrare al centro dell'universo: l'abbraccio più infantile, e il più puro dei baci fino a vederci trasformati in un unico desiderio. Il tuo sguardo, il mio sguardo, come un'eco che va ripetendo, senza parole: più dentro, più dentro, fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo. Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio essere morto, perché io con la mia bocca resti sempre impigliato dentro la rete dei tuoi capelli.

      gioieee        

      [/quote]

      Ciao.

      Ieri sera in tv ho rivisto un bellissimo film dal titolo "Monster"con la bellissima attrice Charlize Theron,il film si basa sulla vera storia della prim donna serial killer di cui non ricordo il nome,nel film il suo personaggio era quella di una prostituta che dopo essere stata violentata più volte si vendica uccidendo gli uomini che hanno abusato di lei e così nasce in lei l'odio verso i maschi,un giorno in un locale conosce una ragazza interpretata da Christina Ricci,le due prima diventano amiche e dopo amanti e complici dei crimini che comettono insieme,alla fine la polizia riesce ad arrestare solo il personaggio della Theron per poi farla finire sulla sedia elettrica dove troverà la morte ad aspettarla ,per quanto riguarda l'eutanasia invece anch'io sono contrario .

    • 15 aprile 2011 13.22.25 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

      [quote=Mazinga1975]

      Ciao a tutti.

      Che ne dite di un topic dove poter parlare di film visti al cinema o che devono uscire e di film che abbiamo visto a noleggio ?

      Comincio io con un film che mi sono visto solo a noleggio,cioé questo.

      Terzo capitolo della saga di Narnia con il leone saggio Aslan,un sequel diretto da un certo Michael Apted che di certo non ha niente a che vedere con Andrew Adamson il regista dei due precedenti capitoli,un film bello visivamente ma non agli stessi livelli dei primi due capitoli,"Il leone,l'armardio e la strega" e "il principe Caspian"sono due capolavori anche se "il viaggio del Veliero"nel suo piccolo non é male,come forse alcuni di voi non sapranno é che i primi due film sono stati distribuiti dalla Walt Disney che da questo capitolo ha deciso di non distribuire più la saga forse perché avranno già speso troppi soldi comperando i diritti della Marvel.

      Comunque pare che sia già stato annunciato il nuovo film della saga dal titolo "il nipote del mago",intanto devo dire la mia sul dvd di questo terzo capitolo della saga fantasy,l'edizione da noleggio ha fra gli extra solo due video musicali che fanno parte della colonna sonora mentre per l'edizione in vendita si trova in commercio solo l'edizione singola mentre di un edizione speciale come per i due precedenti capitoli quest'anno proprio non se ne parla,solo per chi ha il lettore blu ray proprio l'edizione blu-ray contiene molti extra,comunque un film da vedere anche per chi come me si é affezionato a questa saga .

      [/quote]

      mi piace molto questa discussione....grazie

      i films..che mi danno belle emozioni...

       sono sempre presenti nei miei vari blog...^^

       

      ho visto solo il primo film della saga di  le cronache di narnia 

       amme e' piaciuto ...il fatto dell'armadio ..che poi passa in un'altra dimenzione

      aspetto con ansia che ne citi un'altro ..io ne ho una serie ...

      [/quote]

      Ciao .

      Anch'io ne ho parecchi di film in dvd,eccoti un altro film che ho visto a noleggio e cioé questo.

      Un thriller d'azione dove diversi criminali fanno a gara a chi riuscirà ad uccidere per primi un tizio che ha sulla sua testa una taglia di moltissimi soldi e proprio i soldi della taglia fanno gola ai criminali,il tizio in questione é un mago cocainomane che frequenta dei mafiosi e nel cercare di proteggerlo ci stà un agente dell'F.B.I,nel cast del film l'attore Ryan Reynolds e la cantante Alicia Keys,un buon film d'azione che sa intrattenere e divertire,da evitare solo il sequel Smokin'Aces 2,se non l'hai ancora visto ti consiglio di recuperarlo per altre vie in quanto adesso é fuori catalogo,poi ti parlerò comunque dell'orribile sequel.

    • 15 aprile 2011 15.39.38 CEST
    • passione cinema

       Dopo la vita c'è di più. La fine è solo l'inizio...

      un film a mio parere stupendo

      interpreti

       

       

      Chris e Annie si incontrano casualmente su un lago al confine con la Svizzera: Annie "investe" la barca di Chris con la propria, poi lo ritrova e gli offre da mangiare. I due si innamorano e si sposano. Hanno anche due figli, Ian e Marie. Chris fa il pediatra, un lavoro in cui mette un grandissimo impegno, e Annie la restauratrice di dipinti, ogni tanto componendone di propri. Dopo anni di gioie, una mattina i figli muoiono in un incidente stradale. Quattro anni dopo, anche Chris viene ucciso sulla strada mentre soccorre dei feriti a causa di un incidente.

      L'anima di Chris viene aiutata a prendere coscienza della sua morte da Albert, un professore che lo aveva seguito quando studiava medicina e che lui considerava come un secondo padre. Inizialmente l'anima non può fare a meno di stare accanto ad Annie, che intanto cade in depressione; poi però si rende conto che deve abbandonarla per farla tornare un minimo in sé. Chris si ritrova in un paesaggio montano simile ad un quadro della moglie e simile al luogo in cui i due volevano passare la vecchiaia.

      Chris viene sempre seguito da Albert e in seguito da una hostess (che si rivela poi essere la figlia Marie). Vive dei suoi ricordi (sono molto frequenti i flash-back) e impara a stare nella nuova realtà, creata dalla sua mente. Quando Annie si suicida, l'equilibrio viene rotto. Albert dice a Chris che il suicidio obbliga all'inferno perché l'anima ha interrotto l'ordine della vita e non si rende conto del suo gesto. Il protagonista, però, non vuole arrendersi e fa in modo di poter scendere all'inferno per ritrovare sua moglie.

      Aiutati da uno psichiatra, Chris e Albert scendono all'inferno passando dai colori del paradiso agli ambienti cupi di un fiume pieno di anime e di un mare in tempesta. Arrivati davanti a Cerbero, un relitto di una nave che rappresenta la porta dell'inferno, Chris riconosce Albert, che in realtà è il figlio Ian, ed è costretto a lasciarlo per evitare distrazioni nella difficile ricerca di Annie.

      Salito con lo psicologo fino ad un livello popolato da facce che sbucano dal terreno, Chris riesce ad individuare la moglie, che si è costruita una realtà molto simile alla casa in cui vivevano, ma in rovina. Lo psichiatra a quel punto si fa riconoscere come Albert, il vecchio professore, spiegando che lui potrà solo dire ciò che prova alla moglie, senza che essa possa riconoscerlo; e soprattutto avvertendolo che se rimane troppo tempo con lei, la sua anima potrebbe venire persa nella lugubre realtà che la moglie stessa si è costruita.

      Chris entra spacciandosi per un vicino. Annie non lo riconosce e Chris le racconta della sua storia, della moglie che si è suicidata dopo la morte dei figli. Annie sembra sul punto di ricononoscerlo, ma poi si sente attaccata e lo respinge: Chris capisce che non c'è nulla da fare per salvarla. Esce dalla casa, saluta Albert e ritorna dentro per perdersi e poter così vivere con la moglie. Continuando a ricordare, però, riesce a far breccia nel cuore di Annie che capisce la sua situazione e salva entrambi.

      Entrambi si ritrovano nel paradiso di Chris, dove li raggiungono i figli e Albert. Dopo aver vissuto insieme, decidono di reincarnarsi per poter vivere, e sapendo che poi i bambini li raggiungeranno. L'ultima scena del film ritrae due bambini che a New York si incontrano facendo sbattere le loro barchette-giocattolo, per poi scambiarsi dei tramezzini e giocare insieme.

    • 16 aprile 2011 13.16.00 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

       Dopo la vita c'è di più. La fine è solo l'inizio...

      un film a mio parere stupendo

      interpreti

       

       

      Chris e Annie si incontrano casualmente su un lago al confine con la Svizzera: Annie "investe" la barca di Chris con la propria, poi lo ritrova e gli offre da mangiare. I due si innamorano e si sposano. Hanno anche due figli, Ian e Marie. Chris fa il pediatra, un lavoro in cui mette un grandissimo impegno, e Annie la restauratrice di dipinti, ogni tanto componendone di propri. Dopo anni di gioie, una mattina i figli muoiono in un incidente stradale. Quattro anni dopo, anche Chris viene ucciso sulla strada mentre soccorre dei feriti a causa di un incidente.

      L'anima di Chris viene aiutata a prendere coscienza della sua morte da Albert, un professore che lo aveva seguito quando studiava medicina e che lui considerava come un secondo padre. Inizialmente l'anima non può fare a meno di stare accanto ad Annie, che intanto cade in depressione; poi però si rende conto che deve abbandonarla per farla tornare un minimo in sé. Chris si ritrova in un paesaggio montano simile ad un quadro della moglie e simile al luogo in cui i due volevano passare la vecchiaia.

      Chris viene sempre seguito da Albert e in seguito da una hostess (che si rivela poi essere la figlia Marie). Vive dei suoi ricordi (sono molto frequenti i flash-back) e impara a stare nella nuova realtà, creata dalla sua mente. Quando Annie si suicida, l'equilibrio viene rotto. Albert dice a Chris che il suicidio obbliga all'inferno perché l'anima ha interrotto l'ordine della vita e non si rende conto del suo gesto. Il protagonista, però, non vuole arrendersi e fa in modo di poter scendere all'inferno per ritrovare sua moglie.

      Aiutati da uno psichiatra, Chris e Albert scendono all'inferno passando dai colori del paradiso agli ambienti cupi di un fiume pieno di anime e di un mare in tempesta. Arrivati davanti a Cerbero, un relitto di una nave che rappresenta la porta dell'inferno, Chris riconosce Albert, che in realtà è il figlio Ian, ed è costretto a lasciarlo per evitare distrazioni nella difficile ricerca di Annie.

      Salito con lo psicologo fino ad un livello popolato da facce che sbucano dal terreno, Chris riesce ad individuare la moglie, che si è costruita una realtà molto simile alla casa in cui vivevano, ma in rovina. Lo psichiatra a quel punto si fa riconoscere come Albert, il vecchio professore, spiegando che lui potrà solo dire ciò che prova alla moglie, senza che essa possa riconoscerlo; e soprattutto avvertendolo che se rimane troppo tempo con lei, la sua anima potrebbe venire persa nella lugubre realtà che la moglie stessa si è costruita.

      Chris entra spacciandosi per un vicino. Annie non lo riconosce e Chris le racconta della sua storia, della moglie che si è suicidata dopo la morte dei figli. Annie sembra sul punto di ricononoscerlo, ma poi si sente attaccata e lo respinge: Chris capisce che non c'è nulla da fare per salvarla. Esce dalla casa, saluta Albert e ritorna dentro per perdersi e poter così vivere con la moglie. Continuando a ricordare, però, riesce a far breccia nel cuore di Annie che capisce la sua situazione e salva entrambi.

      Entrambi si ritrovano nel paradiso di Chris, dove li raggiungono i figli e Albert. Dopo aver vissuto insieme, decidono di reincarnarsi per poter vivere, e sapendo che poi i bambini li raggiungeranno. L'ultima scena del film ritrae due bambini che a New York si incontrano facendo sbattere le loro barchette-giocattolo, per poi scambiarsi dei tramezzini e giocare insieme.

      [/quote]

      Ciao.

      Davvero bello questo film,l'hai mai visto L'uomo bicentenario con Robin Williams nel ruolo di un robot domestico che vuole diventare umano ?

    • 16 aprile 2011 14.02.48 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

      certo.....che lho visto....e mi e' piaciuto forse un giorno mettero' la scheda del film...prima ne ho altri ...mi piace molto robin wiliams

      [/quote]

      Ciao.

      Eccoti un altro film che ho visto.

      Il titolo italiano é I MERCENARI un film d'azione che per la prima volta riunisce tutti gli eroi dei film d'azione per la prima volta insieme,il regista e attore Silvester Stallone in questo film é un mercenario a capo di una banda dove compaiono le star dei film d'azione anni 80 come Mickey Rourke e Dolph Lundgren e degli anni 90 come Jet Lee e Jason Sthatman,il film in se é di puro intrattenimento e rende felici i fans che per la prima volta vedono in un film tutti i loro eroi dei film d'azione,se ti piace il genere te lo consiglio .

    • 17 aprile 2011 11.00.05 CEST
    • passione cinema

      san francesco ...con raul bova....

      Francesco nasce ad Assisi nel 1182 da Bernardone, ricco mercante devoto più al denaro che a Dio, e da Pica, una donna invece molto religiosa. Il piccolo frequenta la scuola elementare ma non è molto portato per gli studi, e così il padre lo prende a lavorare con sé. Crescendo, Francesco si diverte stando in compagnia degli amici, in assoluta spensieratezza.
      Nel 1201 scoppia la guerra tra Perugia e Assisi: Francesco combatte con grande valore per la sua città, ma viene fatto prigioniero dai nemici. Nel 1203 viene liberato e torna nella sua casa, ma viene colpito dalla tubercolosi: durante la guarigione inizia la sua conversione. Il giovane inizia a seguire alla lettera il Vangelo, vivendo in povertà e aiutando i poveri. Un giorno ruba tutti i danari e i tappeti di suo padre e li regala ai barboni e ai lebbrosi: l'ira di Bernardone è implacabile. Francesco viene arrestato e condotto dinnanzi al Vescovo di Assisi; la folla si raduna per assistere al processo. Francesco restituisce i vestiti a suo padre e rimane completamente nudo: dichiara a tutti i presenti che il suo unico scopo nella vita sarà quello di servire Dio. Il giovane inizia quindi a vivere da eremita, senza più contare sui beni materiali, ma solo sulla fede. I suoi amici d'infanzia lo seguono e decidono di adottare il suo stesso stile di vita; tra loro c'è anche Chiara. I seguaci di Francesco diventano sempre più numerosi, e per allontanare il rischio di essere giudicato un eretico, nel 1212 il giovane e i suoi discepoli si recano a Roma per ottenere l'approvazione di Papa Innocenzo III per la sua Regola. Il pontefice, dopo qualche esitazione, gli permette di fondare l'Ordine dei Fratelli Minori. Una volta concluso il suo lavoro affidatogli dal Signore e segnato da numerosissime malattie e dal dolore per le stimmate ricevute, Francesco muore il 4 ottobre del 1226. I fratelli, quindi, porteranno la salma davanti al Convento dov'è chiusa Chiara per permetterle di vedere per l'ultima volta Francesco.

    • 17 aprile 2011 16.32.12 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

      san francesco ...con raul bova....

      Francesco nasce ad Assisi nel 1182 da Bernardone, ricco mercante devoto più al denaro che a Dio, e da Pica, una donna invece molto religiosa. Il piccolo frequenta la scuola elementare ma non è molto portato per gli studi, e così il padre lo prende a lavorare con sé. Crescendo, Francesco si diverte stando in compagnia degli amici, in assoluta spensieratezza.
      Nel 1201 scoppia la guerra tra Perugia e Assisi: Francesco combatte con grande valore per la sua città, ma viene fatto prigioniero dai nemici. Nel 1203 viene liberato e torna nella sua casa, ma viene colpito dalla tubercolosi: durante la guarigione inizia la sua conversione. Il giovane inizia a seguire alla lettera il Vangelo, vivendo in povertà e aiutando i poveri. Un giorno ruba tutti i danari e i tappeti di suo padre e li regala ai barboni e ai lebbrosi: l'ira di Bernardone è implacabile. Francesco viene arrestato e condotto dinnanzi al Vescovo di Assisi; la folla si raduna per assistere al processo. Francesco restituisce i vestiti a suo padre e rimane completamente nudo: dichiara a tutti i presenti che il suo unico scopo nella vita sarà quello di servire Dio. Il giovane inizia quindi a vivere da eremita, senza più contare sui beni materiali, ma solo sulla fede. I suoi amici d'infanzia lo seguono e decidono di adottare il suo stesso stile di vita; tra loro c'è anche Chiara. I seguaci di Francesco diventano sempre più numerosi, e per allontanare il rischio di essere giudicato un eretico, nel 1212 il giovane e i suoi discepoli si recano a Roma per ottenere l'approvazione di Papa Innocenzo III per la sua Regola. Il pontefice, dopo qualche esitazione, gli permette di fondare l'Ordine dei Fratelli Minori. Una volta concluso il suo lavoro affidatogli dal Signore e segnato da numerosissime malattie e dal dolore per le stimmate ricevute, Francesco muore il 4 ottobre del 1226. I fratelli, quindi, porteranno la salma davanti al Convento dov'è chiusa Chiara per permetterle di vedere per l'ultima volta Francesco.

      [/quote]Ciao.Hai mai visto La Passione di Cristo di Mel Gibson ?

      Visimamente come film é fatto bene anche se il mostrarcelo parlato tutto in latino e in sanscrito con i sottotitoli in italiano é una di quelle cose che ti fanno venire sonno per tutta la durata del film,non credi ?

    • 17 aprile 2011 21.47.36 CEST
    • passione cinema

      [quote=Mazinga1975]

      [quote=0m0dEfEkToR]

      san francesco ...con raul bova....

      Francesco nasce ad Assisi nel 1182 da Bernardone, ricco mercante devoto più al denaro che a Dio, e da Pica, una donna invece molto religiosa. Il piccolo frequenta la scuola elementare ma non è molto portato per gli studi, e così il padre lo prende a lavorare con sé. Crescendo, Francesco si diverte stando in compagnia degli amici, in assoluta spensieratezza.
      Nel 1201 scoppia la guerra tra Perugia e Assisi: Francesco combatte con grande valore per la sua città, ma viene fatto prigioniero dai nemici. Nel 1203 viene liberato e torna nella sua casa, ma viene colpito dalla tubercolosi: durante la guarigione inizia la sua conversione. Il giovane inizia a seguire alla lettera il Vangelo, vivendo in povertà e aiutando i poveri. Un giorno ruba tutti i danari e i tappeti di suo padre e li regala ai barboni e ai lebbrosi: l'ira di Bernardone è implacabile. Francesco viene arrestato e condotto dinnanzi al Vescovo di Assisi; la folla si raduna per assistere al processo. Francesco restituisce i vestiti a suo padre e rimane completamente nudo: dichiara a tutti i presenti che il suo unico scopo nella vita sarà quello di servire Dio. Il giovane inizia quindi a vivere da eremita, senza più contare sui beni materiali, ma solo sulla fede. I suoi amici d'infanzia lo seguono e decidono di adottare il suo stesso stile di vita; tra loro c'è anche Chiara. I seguaci di Francesco diventano sempre più numerosi, e per allontanare il rischio di essere giudicato un eretico, nel 1212 il giovane e i suoi discepoli si recano a Roma per ottenere l'approvazione di Papa Innocenzo III per la sua Regola. Il pontefice, dopo qualche esitazione, gli permette di fondare l'Ordine dei Fratelli Minori. Una volta concluso il suo lavoro affidatogli dal Signore e segnato da numerosissime malattie e dal dolore per le stimmate ricevute, Francesco muore il 4 ottobre del 1226. I fratelli, quindi, porteranno la salma davanti al Convento dov'è chiusa Chiara per permetterle di vedere per l'ultima volta Francesco.

      [/quote]Ciao.Hai mai visto La Passione di Cristo di Mel Gibson ?

      Visimamente come film é fatto bene anche se il mostrarcelo parlato tutto in latino e in sanscrito con i sottotitoli in italiano é una di quelle cose che ti fanno venire sonno per tutta la durata del film,non credi ?

      [/quote]

      infatti non ci ho capito granche' ..bello di gran lunga ...il gesu' di nazzaret...di zeffirelli...

      Locandina Gesù di Nazareth

      L'edizione televisiva in lingua inglese dura 371 minuti (6h 11´). Vita, morte e resurrezione di Gesù, secondo i quattro vangeli e qualche episodio apocrifo, scelto tra quelli che favoriscono chiavi di lettura in riferimento all'attualità politica degli anni '70. Esaltato da molti grandi quotidiani nordamericani, trattato con maggiore distacco sulla stampa britannica, strenuamente difeso in Italia dalla stampa cattolica e paracattolica, questo supertelefilm ebbe, quando fu distribuito nelle sale in versione ridotta e divisa in due parti (rispettivamente 146´ e 91´), accoglienze negative dalla maggior parte dei critici laici e dei cattolici non conformisti: “... il Vangelo secondo Zeffirelli è un compromesso tra la messinscena lirica, la passerella delle ‘cammeo performances' e il film storico hollywoodiano. Non solo fa rimpiangere il sublime poverismo di Pasolini, ma sfigura con il discusso Messia rosselliniano” (Tullio Kezich). Frutto di una cooperazione produttiva tra la RAI italiana e la rete commerciale britannica ITC (con quote di quattro milioni e mezzo di dollari fornite dalla General Motors), il film richiese la partecipazione di 220 attori, migliaia di comparse e otto mesi di riprese. Messo in onda nella primavera del 1977 in quattro puntate, fu ripreso nella primavera del 1987.

    • 17 aprile 2011 22.04.34 CEST
    • passione cinema

       

       
      Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo
      L'unico sopravvissuto della prima sortita vichinga in terra americana è un biondo undicenne senza nome. Adottato da una famiglia indigena col nome di Ghost, cioè Fantasma, questo novello Mowgli sentirà sempre più sue le verdi praterie d'elezione e deciderà presto da che parte stare quando, quindici anni dopo, una seconda ondata di giganti zannuti tenterà l'invasione. Già visto? Senz'altro. Ma aspettiamo di toccare con mano quanto "Pathfinder" abbia da offrire... E il risultato è piuttosto demoralizzante. Un autentico spreco. Cosa rara e scientificamente degna d'indagine è trovare un cast tecnico capace di tale scempio supportato da un cast artistico visibilmente anestetizzato. La discutibile regia di Marcus "Non aprite quella porta" Nispel (ci riferiamo ovviamente al recente, dimenticabile remake del lavoro di Hooper) qui si cimenta con l'epica: e soccombe.

      Lo spunto - ipotetico approdo vichingo sulle coste americane, scontro coi nativi "e il resto è leggenda" - è stato banalmente diluito in un'impressionante sequela di stereotipi mal digeriti (da "Conan" a "Tarzan", con tanto di catartico urlo di autoaffermazione) che deve a Peter Jackson più di una cena. L'orda vichinga, coriacea e cornuta tanto da avere ben poco di umano, è infatti ferina oltre che feroce e ha più dell'orchetto che del predone. La popolazione locale degli indiani d'America, storicamente sfortunata, è caratterizzata invece in bilico tra il naif e l'ottuso, in quella zona d'ombra in cui la cultura occidentale ha sempre voluto confinare il buon selvaggio. Il tema potenzialmente trainante, seppur non esattamente originale, dello scontro storico-fantastico tra mondi inconciliabilmente contrapposti è dunque sperperato in un buon numero di scene d'azione (delle quali solo poche davvero riuscite) e deve ad uno script imbarazzante il colpo di grazia. Fortunatamente i dialoghi sono rarefatti e permettono allo spettatore ampia requie tra uno scambio di battute e l'altro, ma gli effetti speciali di seconda mano e un montaggio eufemisticamente incapace non fanno che acuire il desiderio latente di fuga dalla sala. Chi dovesse pregustare un vero epic movie trascinante, come tratteggiato dal trailer, si prepari ad una sonora delusione e a qualche sbadiglio.

      Last but not least, spezzeremmo volentieri una lancia... in testa a Karl Urban, stolido bamboccione che qui presta i muscoli al Fantasma protagonista. L'espressione vagamente confusa che tradiscono gli occhi del suddetto ci fa rimpiangere la sua silenziosa ma efficace performance da Rohirrim nel "Signore degli Anelli" qui ampiamente saccheggiato. L'attore sembra perennemente chiedersi "Perché sono qui?". Se lo stanno chiedendo tutti, in sala.

      La frase: "Se non sei abbastanza forte per uccidere l'orso, usa la sua forza per ucciderlo."


      "Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo" di Marcus Nispel

      Un cruento scontro tra vichinghi e indiani d’America

      di Jennifer Colusso
      Pubblicato venerdì 24 agosto 2007 - NSC anno III n. 22

      Nordamerica, 1000 d.C. circa. Tra i corpi straziati a causa di un feroce scontro tra vichinghi e indiani, una donna indigena trova un ragazzino nemico, unico rimasto del suo clan. La donna si impietosisce e lo conduce nel suo villaggio. Il nuovo arrivato viene chiamato Ghost (fantasma) dal colore chiaro della sua pelle nordica, che ostacola la sua completa integrazione. Quando i vichinghi torneranno, il ragazzo ormai uomo dovrà decidere a quale mondo appartenere.

      Ispirato alla pellicola del norvegese Nils Gaup intitolata Ofelas (in Italia L’arciere di ghiaccio) che fu candidata all’Oscar nel 1988 come miglior film straniero, Pathfinder – la leggenda del guerriero vichingo del regista Marcus Nispel, difficilmente otterrà l’ambita statuetta sfiorata dal suo predecessore. La complessa storia di Ghost, un “uomo del drago” come erano detti i vichinghi per via dei loro emblemi, non riesce a coinvolgere lo spettatore. Forse il suo interprete, Karl Urban (Éomer ne Il signore degli anelli), non dà il meglio di sé. Ma è difficile non giustificarlo. I dialoghi si contano sulla punta delle dita e sono così poco significativi che il film si potrebbe seguire anche a volume azzerato. Si potevano approfondire la psicologia del personaggio, le difficoltà d’integrazione del “diverso”, l’importanza dei legami di sangue e di quelli di cuore. Nessuno di questi spunti è stato però approfonditi.

      Se poco si può dire in difesa della scarsa sceneggiatura, qualche parola va invece spesa sulla buona resa visiva, garantita innanzitutto dalla splendida fotografia diretta da Daniel Pearl. Ottima la scelta dei paesaggi, dominati in alcune scene dal ghiaccio, in altre dalle verdi foreste canadesi. I colori riescono a rendere, molto più della recitazione e dei dialoghi, la contrapposizione tra i due mondi: tra gli oscuri e “freddi” vichinghi e i pacifici indiani, vestiti di pelli leggere e non di spaventose corazze. Ma i pregi finiscono purtroppo qui. Il film non è stato molto apprezzato dai popoli scandinavi, che hanno visto rappresentare i loro antenati come dei barbari sanguinari. Ma sono in buona compagnia. Pathfinder ha lasciato perplessi parecchi spettatori. E non solo per la scarsa attendibilità storica della pellicola, che regala elmi dotati di corna ai vichinghi (in perfetto stile Asterix) e popola di cavalli l’America cinquecento anni prima dell’arrivo degli spagnoli.

      Il problema vero sono i fiumi di sangue che scorrono sullo schermo. È vero, le scene di violenza esplicita sembrano ormai diventate un richiamo irrinunciabile per i film d’azione dal sapore storico-mitologico. Non è una novità. Ma qui si ha la chiara sensazione che le prolungate carneficine servano a compensare le lacune di una trama che si esaurisce in mezz’ora. E così, nella seconda parte, il film non procede. Non ha più nulla da dire. Manca la forza, l’eroismo, la follia e perfino i dialoghi sprezzanti di 300 (Zack Snyder). E manca l’ottima sceneggiatura “a incastro” di Sin city (Frank Miller e Robert Rodriguez). Insomma, una bella confezione regalo che nasconde poco o nulla: solo ettolitri di sangue in 99 lunghissimi minuti. Tra teste mozzate, occhi che fuoriescono dall’orbita, collane di dita umane e corpi straziati, solo i costumi e l’ambientazione “esotica” convincono lo spettatore di non essere per errore entrato nella sala di proiezione di Hostel 2.

    • 17 aprile 2011 23.02.52 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

       

       
      Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo
      L'unico sopravvissuto della prima sortita vichinga in terra americana è un biondo undicenne senza nome. Adottato da una famiglia indigena col nome di Ghost, cioè Fantasma, questo novello Mowgli sentirà sempre più sue le verdi praterie d'elezione e deciderà presto da che parte stare quando, quindici anni dopo, una seconda ondata di giganti zannuti tenterà l'invasione. Già visto? Senz'altro. Ma aspettiamo di toccare con mano quanto "Pathfinder" abbia da offrire... E il risultato è piuttosto demoralizzante. Un autentico spreco. Cosa rara e scientificamente degna d'indagine è trovare un cast tecnico capace di tale scempio supportato da un cast artistico visibilmente anestetizzato. La discutibile regia di Marcus "Non aprite quella porta" Nispel (ci riferiamo ovviamente al recente, dimenticabile remake del lavoro di Hooper) qui si cimenta con l'epica: e soccombe.

      Lo spunto - ipotetico approdo vichingo sulle coste americane, scontro coi nativi "e il resto è leggenda" - è stato banalmente diluito in un'impressionante sequela di stereotipi mal digeriti (da "Conan" a "Tarzan", con tanto di catartico urlo di autoaffermazione) che deve a Peter Jackson più di una cena. L'orda vichinga, coriacea e cornuta tanto da avere ben poco di umano, è infatti ferina oltre che feroce e ha più dell'orchetto che del predone. La popolazione locale degli indiani d'America, storicamente sfortunata, è caratterizzata invece in bilico tra il naif e l'ottuso, in quella zona d'ombra in cui la cultura occidentale ha sempre voluto confinare il buon selvaggio. Il tema potenzialmente trainante, seppur non esattamente originale, dello scontro storico-fantastico tra mondi inconciliabilmente contrapposti è dunque sperperato in un buon numero di scene d'azione (delle quali solo poche davvero riuscite) e deve ad uno script imbarazzante il colpo di grazia. Fortunatamente i dialoghi sono rarefatti e permettono allo spettatore ampia requie tra uno scambio di battute e l'altro, ma gli effetti speciali di seconda mano e un montaggio eufemisticamente incapace non fanno che acuire il desiderio latente di fuga dalla sala. Chi dovesse pregustare un vero epic movie trascinante, come tratteggiato dal trailer, si prepari ad una sonora delusione e a qualche sbadiglio.

      Last but not least, spezzeremmo volentieri una lancia... in testa a Karl Urban, stolido bamboccione che qui presta i muscoli al Fantasma protagonista. L'espressione vagamente confusa che tradiscono gli occhi del suddetto ci fa rimpiangere la sua silenziosa ma efficace performance da Rohirrim nel "Signore degli Anelli" qui ampiamente saccheggiato. L'attore sembra perennemente chiedersi "Perché sono qui?". Se lo stanno chiedendo tutti, in sala.

      La frase: "Se non sei abbastanza forte per uccidere l'orso, usa la sua forza per ucciderlo."


      "Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo" di Marcus Nispel

      Un cruento scontro tra vichinghi e indiani d’America

      di Jennifer Colusso
      Pubblicato venerdì 24 agosto 2007 - NSC anno III n. 22

      Nordamerica, 1000 d.C. circa. Tra i corpi straziati a causa di un feroce scontro tra vichinghi e indiani, una donna indigena trova un ragazzino nemico, unico rimasto del suo clan. La donna si impietosisce e lo conduce nel suo villaggio. Il nuovo arrivato viene chiamato Ghost (fantasma) dal colore chiaro della sua pelle nordica, che ostacola la sua completa integrazione. Quando i vichinghi torneranno, il ragazzo ormai uomo dovrà decidere a quale mondo appartenere.

      Ispirato alla pellicola del norvegese Nils Gaup intitolata Ofelas (in Italia L’arciere di ghiaccio) che fu candidata all’Oscar nel 1988 come miglior film straniero, Pathfinder – la leggenda del guerriero vichingo del regista Marcus Nispel, difficilmente otterrà l’ambita statuetta sfiorata dal suo predecessore. La complessa storia di Ghost, un “uomo del drago” come erano detti i vichinghi per via dei loro emblemi, non riesce a coinvolgere lo spettatore. Forse il suo interprete, Karl Urban (Éomer ne Il signore degli anelli), non dà il meglio di sé. Ma è difficile non giustificarlo. I dialoghi si contano sulla punta delle dita e sono così poco significativi che il film si potrebbe seguire anche a volume azzerato. Si potevano approfondire la psicologia del personaggio, le difficoltà d’integrazione del “diverso”, l’importanza dei legami di sangue e di quelli di cuore. Nessuno di questi spunti è stato però approfonditi.

      Se poco si può dire in difesa della scarsa sceneggiatura, qualche parola va invece spesa sulla buona resa visiva, garantita innanzitutto dalla splendida fotografia diretta da Daniel Pearl. Ottima la scelta dei paesaggi, dominati in alcune scene dal ghiaccio, in altre dalle verdi foreste canadesi. I colori riescono a rendere, molto più della recitazione e dei dialoghi, la contrapposizione tra i due mondi: tra gli oscuri e “freddi” vichinghi e i pacifici indiani, vestiti di pelli leggere e non di spaventose corazze. Ma i pregi finiscono purtroppo qui. Il film non è stato molto apprezzato dai popoli scandinavi, che hanno visto rappresentare i loro antenati come dei barbari sanguinari. Ma sono in buona compagnia. Pathfinder ha lasciato perplessi parecchi spettatori. E non solo per la scarsa attendibilità storica della pellicola, che regala elmi dotati di corna ai vichinghi (in perfetto stile Asterix) e popola di cavalli l’America cinquecento anni prima dell’arrivo degli spagnoli.

      Il problema vero sono i fiumi di sangue che scorrono sullo schermo. È vero, le scene di violenza esplicita sembrano ormai diventate un richiamo irrinunciabile per i film d’azione dal sapore storico-mitologico. Non è una novità. Ma qui si ha la chiara sensazione che le prolungate carneficine servano a compensare le lacune di una trama che si esaurisce in mezz’ora. E così, nella seconda parte, il film non procede. Non ha più nulla da dire. Manca la forza, l’eroismo, la follia e perfino i dialoghi sprezzanti di 300 (Zack Snyder). E manca l’ottima sceneggiatura “a incastro” di Sin city (Frank Miller e Robert Rodriguez). Insomma, una bella confezione regalo che nasconde poco o nulla: solo ettolitri di sangue in 99 lunghissimi minuti. Tra teste mozzate, occhi che fuoriescono dall’orbita, collane di dita umane e corpi straziati, solo i costumi e l’ambientazione “esotica” convincono lo spettatore di non essere per errore entrato nella sala di proiezione di Hostel 2.

      [/quote]Ciao.

      Bello anche quel film,ricorda un pò Conan il barbaro di cui ultimamente hanno girato un rifacimento con un nuovo attore al posto di Schwarzy,se ti piacciono i film a sfondo religioso penso che avrai visto il film musicale Gesus Christ Superstar o la commedia Sister Act - una svitata in abiti da suora,di film di genere avventura/fantastico se non lo avessi visto potrei consigliarti Prince of Persia e le sabbie del tempo basato su un videogioco.

      Invece il 27 aprile esce questo film dal titolo Thor basato sia su una serie a fumetti e su delle leggende nordiche,se posso io lo vado a vedere in quanto ci lavora Anthony Hopkins un attore di tutto rispetto che ha lavorato in film come Il Silenzio degli innocenti e nei sequel Hannibal e Red Dragon oltre a film d'avventura come La Maschera di Zorro,non sò se i tuoi figli leggono i fumetti perché forse questo film gli potrebbe piacere

      .

    • 18 aprile 2011 13.46.33 CEST
    • passione cinema

      jesus christy superstar...e' quello degli anni settanta ho visto si con quella song..aquerios ..bella comunque

      sister akt ..lho visto solo il primo ...

      conan ...il primo e il secondo.. si a quei tempi ...saranno trent'anni fa penso ormai...come passa il tempo e'

      per quanto riguarda price of persia deve essere bello ...sai i gioki della play mi so sempre piaciuti ..ci ho anche giokato ..assassin creed..tomb raider  tekken anche metal gear.....il genere piu per ragazzini medievil bellissimo...crash... 

      la saga ..di hannibal il primo il silenzio degli innocenti...li ho visti amo molto quel genere...

       

      m...zorro ...non mi e' piaciuto,,con banderas...meglio quello con delon

      mmo' sto thor ...non so mi sembra piu' per ragazzi un super eroe...perche' non mi trovi la trama magari me la..leggo

      ciao mazy

       

       

    • 18 aprile 2011 13.55.32 CEST
    • passione cinema

      Doug Carlin è l’agente dell’ATF, sezione alcolici, tabacchi e armi da fuoco, incaricato di indagare sull’attentato terroristico che ha fatto esplodere e affondare un traghetto fluviale uccidendo centinaia di passeggeri. Lo stesso giorno, sulle rive del fiume viene rinvenuto il corpo senza vita di Claire Kuchever, una giovane donna che Doug sente di avere già conosciuto e amato perdutamente. Scoprirà presto che l’omicidio è collegato all’esplosione. Avvicinato da Pryzwarra, agente dell’FBI, Doug è reclutato per la durata dell’indagine da un’unità segreta altamente tecnologica che gestisce informazioni satellitari, registrazioni digitali che ricostruiscono e osservano gli avvenimenti passati. Convinto di investigare un passato finito e accaduto che gli permetterà di scovare l’attentatore, Doug scopre che la scienza ha piegato quel passato fino a costruire un ponte col presente. Difficile resistere a Claire e alla tentazione di alterare il corso degli eventi.
      Dopo il “re” di Steven Zaillian, anche Tony Scott scende nei fiumi melmosi della Louisiana post Katrina, rimpiazzando un disastro naturale con uno sociale: il terrorismo.
      Nella prima lunghissima sequenza che prelude l’attentato, il regista concentra il momento più spettacolare del film, il più fedele al suo stile ipercinetico, adrenalinico e patinato. I suoni, le musiche, le risate e gli schiamazzi sollecitati fino a brillare nel fragore dell’esplosione introduttiva, basterebbero da soli a ripagare biglietto e spettatore. Lascia invece sconcertati l’improvvisa virata fantascientifica, la porta spazio-temporale passato/presente che corregge, fino ad annullarla, l’interessante trovata tecnologica di scorrere il passato, individuarne le falle e risolvere le indagini.
      Imbarazzante è pure l’uso del dèjà vu, privo di qualsiasi implicazione filosofica e mero pretesto per raggiungere l’happy end sentimentale. Siamo insomma lontani dal dèjà vu visivo di Matrix, dall’imperfezione nel programma informatico di simulazione della realtà; il già visto e il già accaduto servono la storia d’amore tra Denzel Washington e la bella Paula Patton, alimentando il senso di familiarità dei due amanti. Un incipit magnifico e verosimile, una regia dinamica e sempre originale, tuttavia sprecati in una storia di fantascienza improbabile.

       

    • 18 aprile 2011 16.47.16 CEST
    • passione cinema

       la citta' degli angeli stupendo nikolas cage... 

      La dottoressa Maggie Rice (Meg Ryan) è una stimata cardiologa che lavora in un grande ospedale di Los Angeles. Durante un intervento che sembrava di routine e praticamente riuscito, il paziente muore sotto i ferri. In seguito a questo episodio, la dottoressa Rice va incontro a una profonda crisi, che la porta a dubitare di se stessa e delle sue capacità. All'interno dell'ospedale vi è anche Seth (Nicholas Cage), un angelo immortale vestito di nero che ha il compito di offrire conforto spirituale ai malati e di accompagnare i morenti nel loro ultimo viaggio. Egli è invisibile, infatti solo chi sta per morire può avvertirne la presenza. Seth è al fianco dell'anima dell'uomo che muore durante l'operazione della dottoressa Rice. Avverte la straordinaria forza della donna, la sua determinazione e in seguito la sua disperazione e se ne innamora. Parallelamente a questo sentimento, cresce in lui il desiderio di provare le stesse sensazioni dei comuni esseri umani.

      Seth decide allora di palesarsi agli occhi di Maggie per aiutarla a superare la crisi, conquistandone gradualmente la fiducia e il cuore. Maggie, tuttavia, nutre ancora dei dubbi su quello strano ragazzo che non ha mai fame o sonno, e se tagliato non sgorga sangue e non prova dolore. Seth comprende che Maggie, una donna di scienza e quindi rigidamente razionale, non può accettare il suo essere e il suo ruolo: decide così di compiere l'unica azione possibile, e cioè "cadere", abbandonare la condizione di creatura ultraterrena e diventare uomo a tutti gli effetti. Viene aiutato in questo passaggio da Nathaniel Messinger (Dennis Franz), un uomo che poi scoprirà essere un suo ex "collega" angelo, anch'egli caduto molti anni prima per amore della donna che poi avrebbe sposato. Messinger conosce Seth in ospedale ed è l'unico che può vederlo anche se non in reale pericolo di morte (ed è comunque anch'egli un paziente di Maggie). Comprendendo il suo disagio e il suo bisogno di una guida, lo instrada agli aspetti più squisitamente goderecci della vita terrena, lodando e appoggiando la sua scelta di fare il "salto".

      Seth continua a riunirsi con i suoi simili al tramonto sulla spiaggia (momento in cui gli angeli si "confrontano" sulle azioni compiute e che rappresenta una delle scene più suggestive dell'intero film), ma è chiaro che la decisione è ormai presa. Il metaforico "salto" dalla condizione angelica a quella umana viene estrinsecato in un volo dai ponteggi di un palazzo in costruzione, in cui Seth si ferisce. Sanguinando e percependo il dolore capirà di essere riuscito nel suo intento. Ora può finalmente amare liberamente Maggie che ricambia con ardore i suoi sentimenti. Ma il destino è in agguato per Seth, sotto forma di un camion che spezza tragicamente il suo sogno d'amore. In un finale amaro, egli comprenderà che il mondo e la vita umana sono comunque meravigliosi e intensi anche senza la donna amata accanto, e varrà quindi la pena viverli fino in fondo.

    • 18 aprile 2011 16.55.52 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

       la citta' degli angeli stupendo nikolas cage... 

      La dottoressa Maggie Rice (Meg Ryan) è una stimata cardiologa che lavora in un grande ospedale di Los Angeles. Durante un intervento che sembrava di routine e praticamente riuscito, il paziente muore sotto i ferri. In seguito a questo episodio, la dottoressa Rice va incontro a una profonda crisi, che la porta a dubitare di se stessa e delle sue capacità. All'interno dell'ospedale vi è anche Seth (Nicholas Cage), un angelo immortale vestito di nero che ha il compito di offrire conforto spirituale ai malati e di accompagnare i morenti nel loro ultimo viaggio. Egli è invisibile, infatti solo chi sta per morire può avvertirne la presenza. Seth è al fianco dell'anima dell'uomo che muore durante l'operazione della dottoressa Rice. Avverte la straordinaria forza della donna, la sua determinazione e in seguito la sua disperazione e se ne innamora. Parallelamente a questo sentimento, cresce in lui il desiderio di provare le stesse sensazioni dei comuni esseri umani.

      Seth decide allora di palesarsi agli occhi di Maggie per aiutarla a superare la crisi, conquistandone gradualmente la fiducia e il cuore. Maggie, tuttavia, nutre ancora dei dubbi su quello strano ragazzo che non ha mai fame o sonno, e se tagliato non sgorga sangue e non prova dolore. Seth comprende che Maggie, una donna di scienza e quindi rigidamente razionale, non può accettare il suo essere e il suo ruolo: decide così di compiere l'unica azione possibile, e cioè "cadere", abbandonare la condizione di creatura ultraterrena e diventare uomo a tutti gli effetti. Viene aiutato in questo passaggio da Nathaniel Messinger (Dennis Franz), un uomo che poi scoprirà essere un suo ex "collega" angelo, anch'egli caduto molti anni prima per amore della donna che poi avrebbe sposato. Messinger conosce Seth in ospedale ed è l'unico che può vederlo anche se non in reale pericolo di morte (ed è comunque anch'egli un paziente di Maggie). Comprendendo il suo disagio e il suo bisogno di una guida, lo instrada agli aspetti più squisitamente goderecci della vita terrena, lodando e appoggiando la sua scelta di fare il "salto".

      Seth continua a riunirsi con i suoi simili al tramonto sulla spiaggia (momento in cui gli angeli si "confrontano" sulle azioni compiute e che rappresenta una delle scene più suggestive dell'intero film), ma è chiaro che la decisione è ormai presa. Il metaforico "salto" dalla condizione angelica a quella umana viene estrinsecato in un volo dai ponteggi di un palazzo in costruzione, in cui Seth si ferisce. Sanguinando e percependo il dolore capirà di essere riuscito nel suo intento. Ora può finalmente amare liberamente Maggie che ricambia con ardore i suoi sentimenti. Ma il destino è in agguato per Seth, sotto forma di un camion che spezza tragicamente il suo sogno d'amore. In un finale amaro, egli comprenderà che il mondo e la vita umana sono comunque meravigliosi e intensi anche senza la donna amata accanto, e varrà quindi la pena viverli fino in fondo.

      [/quote]Vero.

      Anche questo come film mi é piaciuto,peccato che dalle ultime notizie l'attore Nicolas Cage sia finito nei guai per aver picchiato la moglie .

    • 18 aprile 2011 17.06.37 CEST
    • passione cinema

      Ciao.

      Hai mai visto "Inception" ?

      Un thriiler di fantascienza con Leonardo di Caprio che entra nei sogni delle persone,

      il regista Christopher Nolan ha diretto film come "Memento","Batman Begins" e il sequel "Il Cavaliere oscuro" .

    • 18 aprile 2011 18.56.24 CEST
    • passione cinema

      non lo sapevo di nikolas con la moglie ...mi spiace veramente...

       

      deve essere bello questo inception la trama perlomeno...

      ma io non lo vedro' mai ..perche' non digerisco di caprio ..infatti quel bellissimo film ..titanik ..io mai visto ...qualke pezzo cosi' per capire la trama ....anche la maschera di ferro

       

      ..che lui addirittura faceva la parte dei gemelli....^^ grazie mazi...

    • 19 aprile 2011 14.49.31 CEST
    • passione cinema

      [quote=0m0dEfEkToR]

      non lo sapevo di nikolas con la moglie ...mi spiace veramente...

       

      deve essere bello questo inception la trama perlomeno...

      ma io non lo vedro' mai ..perche' non digerisco di caprio ..infatti quel bellissimo film ..titanik ..io mai visto ...qualke pezzo cosi' per capire la trama ....anche la maschera di ferro

       

      ..che lui addirittura faceva la parte dei gemelli....^^ grazie mazi...

      [/quote]Ciao.

      Anche a me Leonardo DiCaprio non mi piace come attore,comunque proprio ieri sera facendo zapping con il telecomando sul canale LA7 ho guardato un pezzo del film La passione di Cristo,un film davvero pesante e noioso che ho subito cambiato canale e mi sono guardato un cult dal titolo Squadra Antimafia un comico-poliziesco con l'attore Tomas Milian,invece questa mattina sono uscito a noleggiarmi questi film che mi guarderò con calma .

      Harry Potter e i doni della morte parte 1.

      La prima parte dell'ultimo capitolo della saga del maghetto,già mi ero visto i precedenti sei capitoli e quindi mi guarderò anche questo settimo così poi quando uscirà la seconda parte avrò finito anche questa saga,forse potrei consigliartela visto che hai detto che ti piace anche il genere fantasy .

       

       

       

       

       

      The Town diretto dall'attore Ben Affleck .

      Un thriller che vede degli amici che decidono di rapinare una banca insieme e solo per il denaro,me lo guarderò domani e poi ti saprò dire.

       

       

       

       

       

       

      Devil .

      Un horror thriller con un gruppo di persone che si trovano bloccate dentro in un ascensore,mentre aspettano i soccorsi i "prigionieri"cominciano a fare conoscenza scoprendo poco per volta i loro lati più oscuri,alla fine uno di loro rivelerà agli altri di essere in realta il signore del male in persona.

      .

    • 19 aprile 2011 16.47.21 CEST
    • passione cinema

      mi sa che lultimo me lo vedo mazzi ...il signore del male ........mi ha sempre incuriosito.....senti ...l'avvocato del diavolo lo hai mai visto ...la scena finale e' ...molto molto ...fantasiosa....In una piccola località della Florida, Kevin Lomax è diventato un avvocato di grande successo. In tribunale difende un insegnante accusato di pedofilia e, nonostante le prove contrarie, riesce a far scagionare l'imputato. La sera stessa viene avvicinato da un collega di New York, che rappresenta un importante studio legale intenzionato ad offrirgli incarichi di grosso prestigio. Kevin è sconsigliato dalla madre, ma incoraggiato dalla moglie, l'attraente e innamoratissima Mary Ann, cosicchè insieme partono per New York e vengono alloggiati in un lussuosissimo appartamento. Dopo qualche giorno, Kevin incontra John Milton, capo del potente studio legale, che gli prospetta un futuro all'insegna del successo e di grossi guadagni. Kevin si getta nel lavoro, che ben presto diventa una vera e propria ossessione. Accetta di difendere un uomo molto ricco, accusato di tre brutali delitti, e apprende poi della morte violenta di Eddie, socio amministratore dello studio. Intanto Mary Ann, abbandonata a sé stessa, cade in una profonda crisi nervosa e viene ricoverata in ospedale. Arriva a New York la madre di Kevin che deve confessare alcune cose al figlio. Kevin si sente chiuso in un cerchio sempre più stretto e comincia ad aver paura. Finalmente Milton rivela la sua vera natura: è il Diavolo e sta compiendo la sua opera di seduzione e di conquista. Kevin sembra fare a tempo a ribellarsi, anzi riacquista coscienza e si ritrova nel tribunale dell'inizio. Rifiuta allora la difesa del pedofilo, e lascia soddisfatto l'aula. Ma, sulle scale, lo insegue un giornalista che gli chiede un' intervista e gli promette grande notorietà. Kevin accetta, e subito dopo il giornalista si trasforma: è Milton/Diavolo

    • 19 aprile 2011 17.10.25 CEST
    • passione cinema

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      mi sa che lultimo me lo vedo mazzi ...il signore del male ........mi ha sempre incuriosito.....senti ...l'avvocato del diavolo lo hai mai visto ...la scena finale e' ...molto molto ...fantasiosa....In una piccola località della Florida, Kevin Lomax è diventato un avvocato di grande successo. In tribunale difende un insegnante accusato di pedofilia e, nonostante le prove contrarie, riesce a far scagionare l'imputato. La sera stessa viene avvicinato da un collega di New York, che rappresenta un importante studio legale intenzionato ad offrirgli incarichi di grosso prestigio. Kevin è sconsigliato dalla madre, ma incoraggiato dalla moglie, l'attraente e innamoratissima Mary Ann, cosicchè insieme partono per New York e vengono alloggiati in un lussuosissimo appartamento. Dopo qualche giorno, Kevin incontra John Milton, capo del potente studio legale, che gli prospetta un futuro all'insegna del successo e di grossi guadagni. Kevin si getta nel lavoro, che ben presto diventa una vera e propria ossessione. Accetta di difendere un uomo molto ricco, accusato di tre brutali delitti, e apprende poi della morte violenta di Eddie, socio amministratore dello studio. Intanto Mary Ann, abbandonata a sé stessa, cade in una profonda crisi nervosa e viene ricoverata in ospedale. Arriva a New York la madre di Kevin che deve confessare alcune cose al figlio. Kevin si sente chiuso in un cerchio sempre più stretto e comincia ad aver paura. Finalmente Milton rivela la sua vera natura: è il Diavolo e sta compiendo la sua opera di seduzione e di conquista. Kevin sembra fare a tempo a ribellarsi, anzi riacquista coscienza e si ritrova nel tribunale dell'inizio. Rifiuta allora la difesa del pedofilo, e lascia soddisfatto l'aula. Ma, sulle scale, lo insegue un giornalista che gli chiede un' intervista e gli promette grande notorietà. Kevin accetta, e subito dopo il giornalista si trasforma: è Milton/Diavolo

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      Certo che l'hò visto.

      Anche questo come film é stato bello,Ghost-Fantasma se non l'hai visto ti consiglio di vederlo,classica storia d'amore dove lui muore ma ritorna per scoprire chi lo ha voluto morto e per dire addio a colei che ama .

    • 20 aprile 2011 11.50.14 CEST
    • passione cinema

      ghost ...bel film ...un po' strappalacrime ....m ...mieloso ....amme piace la parte di whoopi che adoro

       

       

      Ghost è un film del 1990, che nonostante il tempo trascorso non smette di emozionare. Sam, il fantasma, torna tra i viventi per capire chi l’ha ucciso, ha quindi in testa un obiettivo fisso.

      Alla fine del film, ottenuto ciò che cercava, scomparirà in una scena drammatica che è una tra le migliori del film in cui la fidanzata ed una maga lo vedono che, prtato a termine il suo scopo, deve partire e non può più restare tra noi.

      Certe volte anche io devo affrontare un problema e me lo pongo come obiettivo, ma non sempre riesco a portarlo a termine, vorrei quindi essere come Sam, che ha potuto arrivare fino in fondo.

      Qui sotto la commovente scena del Penny, in cui Sam usa il Penny che Molly, la fidanzata, gli aveva regalato, per dimostrarle che lui è veramente ancora tra loro.

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