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  • Topic: Cercare il petrolio in Puglia, anche se la Puglia non vuole

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    • 24 maggio 2012 09.49.05 CEST
    • Cercare il petrolio in Puglia, anche se la Puglia non vuole

      Ed ecco che puntualmente, dopo il vile attentato di Brindisi, la Puglia subisce un'altra prevaricazione con IL BENEPLACITO DEI MINISTRI.

       

      A braccio di ferro, si sa, vince il più forte. E la Northern Petroleum ha saputo essere più forte di una regione intera, delle sue province e dei suoi comuni, delle sue Associazioni Ambientaliste, dei suoi rappresentanti istituzionali e politici, dei cittadini che non si sono tirati indietro quando è stato il momento di scendere in piazza per difendere il loro mare ma anche il loro futuro, la loro economia.
      Perché la regione che esce sconfitta da questo braccio di ferro è la Puglia. La società britannica ha, infatti, ottenuto il permesso di eseguire ispezioni geosismiche al largo delle sue coste per consentire, in futuro, l’installazione di piattaforme nel mare Adriatico in una zona compresa tra il Salento e la provincia di Bari.
      Nell’ampia documentazione pubblicata dal Portale Ambientale della Regione Puglia, si legge che la Northern Petroleum ha chiesto e ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico il nulla osta all'ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le nostre coste dell'Adriatico per altri 600 kmq, per un totale di 1.200 km quadrati, al largo delle coste brindisine. E che la società petrolifera inglese ha anche presentato istanza di avvio della procedura di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) relativamente al progetto Prospezione Geofisica 3D Adriatico Meridionale.
      Probabilmente la tecnologia scelta per questo genere di operazioni, quella dell’air gun (esplosioni di aria compressa in mare in grado di fornire stime abbastanza precise sulla presenza e la qualità di eventuali giacimenti petroliferi marini) è stata ritenuta non troppo “impattante” e il “nulla osta” alle operazioni è stato rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico. E’ a questo, infatti, che è spettato – dopo aver sentito il parere obbligatorio ma non vincolante della Regione Puglia – autorizzare le operazioni per l’attuazione del progetto di ricerca di petrolio della Northern Petroleum.
      Via libera alle esplosioni sottomarine, che certo saranno avvertite quanto meno dai cetacei, in particolare dai delfini presenti in gran numero lungo le coste pugliesi, per consentire eventuali successive trivellazioni di pozzi petroliferi che sicuramente non lascerebbero indifferenti l’ecosistema marino e la sua biodiversità, l’ambiente, la pesca e il turismo dei comuni costieri, con le sue migliaia di operatori.
      L'assessore dell'ambiente pugliese Lorenzo Nicastro il 21 gennaio scorso dichiarava, presentando la grande manifestazione pubblica contro l’attività di ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi svoltasi a Monopoli: "L'attività dei governi nazionali che si sono succeduti negli anni, a prescindere dalla connotazione politica, ha tracciato una via chiara nel solco dell'uso delle fonti fossili e del subordine cui le risorse ambientali, i patrimoni naturali, vengono poste rispetto all'esigenza di sfruttamento ed è evidente come le politiche nazionali vadano in direzione ostinata e contraria rispetto alle istanze della Puglia e delle popolazioni mediterranee che ritengono il proprio mare non solo una risorsa economica, per turismo o attività marinare, ma anche e soprattutto un veicolo di scambio e crescita culturale".

      “Che si debba coniugare la tutela ambientale alle esigenze generali di sviluppo economico e di crescita” ha dichiarato Nicastro in un altro comunicato ufficiale “non significa che si possa sacrificare sull'altare del progresso quello che, lo ripeterò sino alla nausea, è l'ultimo vero bene a beneficio diffuso che ci rimane. Non si tratta di integralismi, ma è evidente che il modello di sviluppo cui noi, come Regione, guardiamo differisce per impostazione e, probabilmente, anche per obiettivi rispetto a quello del Ministro e del governo tutto”.
      Se davvero si arrivasse a perforare e prelevare idrocarburi la sconfitta non sarebbe solo pugliese ma dell’intero Paese. La speranza è che la volontà della società civile, e in particolare di 4 milioni di pugliesi, possa infine avere la meglio sul colosso avversario.

      Fonti:
      Portale Ambientale Regione Puglia - http://ecologia.regione.puglia.it/
      Repubblica ed. Bari - http://bari.repubblica.it

       

       

      Adesso immaginiamoci il solito "incidente imprevedibile" che scatenerà l'ennesimo inquinamento lungo le coste pugliesi, magari fra un annetto ed il gioco è fatto! Quando scenderanno in piazza i pugliesi a manifestare per la protezione delle loro coste che appartengono non solo a loro bensì a tutta l'umanità, per non dire ai delfini ed alle varie specie ittiche che abitano quei luoghi?

       

      Tutto questo viene permesso dalla famosa mafia presente nel governo, quella che apparentemente si commuove davanti alle vittime degli attentati ed il giorno dopo promuove nuove ricerche che potrebbero minare la sicurezza delle coste italiane, causando danni irreparabili su un arco di tempo lunghissimo.

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