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  • Topic: MI SON ROTTO LE SCATOLE - A LEZIONE DI STORIA (Quella vera, no

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    • 12 giugno 2012 19.14.36 CEST
    • MI SON ROTTO LE SCATOLE - A LEZIONE DI STORIA (Quella vera, no

      Sud Italia dal 1861-Video Illuminante

       

       

      150 anni di verità nascoste sull'Unità d'Italia

       

       

      I primati del Regno delle Due Sicilie prima dell'occupazione piemontese (finanziata dai Rothschild)

       

       

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    • 13 giugno 2012 13.53.11 CEST
    • MI SON ROTTO LE SCATOLE - A LEZIONE DI STORIA (Quella vera, no

      Vedere i video da te scelti, dopo aver letto quasi con avidità "Terroni" di Aprile e altri testi sullo "scippo" storico perpetrato dal Nord, mi ha fatto riflettere su due questioni.

      La prima: che cos'è la storia. Senza bisogno di scomodare illustri storiografi, basta riflettere sulle modalità che utilizziamo per raccontare una "nostra" storia, per capire quali dinamiche intervengono, più o meno consapevolmente, nel raccontare la "storia". 

      "La storia non è ciò che è accaduto, ma ciò che è stato scritto". Tra realtà dei fatti e trascrizione di essi, può esserci (e il più delle volte c'è) un abisso nel quale tutte le verità scomode vengono sepolte da strati di sottili spiegazioni e di incaute arrampicate sugli specchi, o peggio, di grossolane menzogne. Poi basta che la trascrizione venga ripetuta più volte, per ammantarsi della patente di "verità storica": e il gioco è fatto. Le fonti? inutili ciarpami. I documenti? ma chi ha il tempo di leggere tutto! E poi...l'ha detto Tizio (o Caio, o Sempronio), quindi è vero.

      In quante trappole,  da ingenui studenti, siamo caduti? In quante trappole siamo stati spinti da signori professori, pedissequi lacchè della cultura dominante?

       La storia è scritta dai vincitori, mai dai vinti. 

      La seconda: una poesia di Montale di cui riporto la parte finale.

      […]La storia non è magistra

      di niente che ci riguardi.

      Accorgersene non serve

      a farla più vera e più giusta.

      La storia non è poi

      la devastante ruspa che si dice.

      Lascia sottopassaggi, cripte, buche

      e nascondigli. C’è chi sopravvive.

      La storia è anche benevola: distrugge

      quanto più può: se esagerasse, certo

      sarebbe meglio, ma la storia è a corto

      di notizie, non compie tutte le sue vendette

      La storia gratta il fondo

      come una rete a strascico

      con qualche strappo e più d’un pesce sfugge.

      Qualche volta s’incontra l’ectoplasma

      d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.

      Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.

      Gli altri, nel sacco, si credono, più liberi di lui.

      EUGENIO MONTALE, Tutte le poesie

      Questa la dedico a te, Suricill, che sei scampato anche se non particolarmente felice. Ma stai meglio di chi sta nel sacco credendo di essere più libero di te.

      Grazie

      Cinna

    • 13 giugno 2012 20.25.33 CEST
    • MI SON ROTTO LE SCATOLE - A LEZIONE DI STORIA (Quella vera, no

      Grazie a te.

      Ottima citazione davvero. 

      Riporto integralmente la poesia di Montale.


      LA STORIA

      La storia non si snoda
      come una catena
      di anelli ininterrotta.
      In ogni caso
      molti anelli non tengono.
      La storia non contiene
      il prima e il dopo,
      nulla che in lei borbotti
      a lento fuoco.
      La storia non è prodotta
      da chi la pensa e neppure
      da chi l'ignora. La storia
      non si fa strada, si ostina,
      detesta il poco a poco, non procede
      né recede, si sposta di binario
      e la sua direzione
      non è nell'orario.
      La storia non giustifica
      e non deplora,
      la storia non è intrinseca
      perché è fuori.
      La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
      La storia non è magistra
      di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
      a farla più vera e più giusta.
      La storia non è poi
      la devastante ruspa che si dice.
      Lascia sottopassaggi, cripte, buche
      e nascondigli. C'è chi sopravvive.
      La storia è anche benevola: distrugge
      quanto più può: se esagerasse, certo
      sarebbe meglio, ma la storia è a corto
      di notizie, non compie tutte le sue vendette.
      La storia gratta il fondo
      come una rete a strascico
      con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
      Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
      d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
      Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
      Gli altri, nel sacco, si credono
      più liberi di lui.

       

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    • 15 giugno 2012 20.26.16 CEST
    • MI SON ROTTO LE SCATOLE - A LEZIONE DI STORIA (Quella vera, no

      Pedissequi lacche' della cultura dominante.

      La cultura dominante nelle scuole, nei licei , nelle universita' la fanno i docenti.

      Chi forma i ragazzi sono i docenti, che hanno un potere enorme.

      I docenti politicizzati esistono o non esistono?

      Come si fa a  spiegare la storia ad un ragazzo, quando l'oggettivita' non esiste?

      C'e' qualcosa che non quadra, la storia chi l'ha sempre raccontata, il trota e il professor Miglio, o le decine e decine di Asor rosa negli atenei?

      C'e' qualcosa che non quadra, chi racconta la storia poi irride la maniera con la quale viene recepita la storia... 

      Ma fatemi un santo piacerone.

    • 22 giugno 2012 09.42.15 CEST
    • MI SON ROTTO LE SCATOLE - A LEZIONE DI STORIA (Quella vera, no

      [quote=BEEERGx]

      I docenti politicizzati esistono o non esistono?

      Come si fa a  spiegare la storia ad un ragazzo, quando l'oggettivita' non esiste?

      C'e' qualcosa che non quadra, la storia chi l'ha sempre raccontata, il trota e il professor Miglio, o le decine e decine di Asor rosa negli atenei?

      [/quote]

       

      Si è vero. C'è qualcosa che non quadra.

      Alberto Asor Rosa è docente ordinario di Letteratura Italiana all'Università La Sapienza di Roma. Dal 1972.

      Non ha mai insegnato storia.

       

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