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Finestre aperte su drammi dove volano sciami di farfalle

  • Questa storia mi tocca molto,

    so di essere strana,so che alcune cose mi fanno andare in bestia ,

    so che ci sn tante persone che purtroppo "x fare numero" venderebbero anche la madre.

    Sono schifata,rattristata,che alcune ragazze anche se maggiorenni,ma cn grosse mancanze affettive,

    e forti disagi mentali vengano abbindolate e usate facilmente.Questo e PLAGIO!

    Sono peró felicissima,felicissima,FELICISSIMA di aver conosciuto qui anche persone con coscenza INFINITA

    che non stanno li ad osservare solo,a cazzeggiare(come e giusto che si faccia in una chat!)

    Ma con occhio esperto BANNANO x preservarle dai Tanto  buoni  e furbasti plagiatori travestiti da pecorelle!!!

     

     

     

     

     

    Arrivo in ufficio e lui è lì che mi aspetta.

    Avevo capito già che c'era qualcosa che

    non andava ascoltando la sua voce al telefono,

    il tono basso, le parole distanti tra loro,

    una gentilezza non usuale, non più.
    Ha più o meno la mia età, ha un aspetto

    ordinato e i gesti controllati.

    Lo faccio accomodare e parliamo.

    Mi chiede un monolocale in affitto per viverci da solo.
    I suoi occhi sono un misto di ansia e di eccitazione.

    Ha con sé uno zaino che appoggia per terra accanto a lui.

    Le sue parole, come al telefono, rimangono distanti tra loro come perline senza filo.
    Mentre parliamo mi chiede se può telefonare a una persona della famiglia,

    compone il numero e mi passa il suo cellulare: glielo dica lei che il monolocale c'è.
    La persona che mi risponde ha un tono stizzito o forse è una rabbia mal celata,

    mi ripresento e spiego la situazione con calma facendole capire che mi sono resa conto perfettamente stanno le cose.

    Lui mi guarda con uno sguardo lucido tanto aperto da non essere da adulto.
    Distolgo il mio dal suo. Al di là del telefono il tono è passato a un chiaro imbarazzo.
    Parlo ancora con calma e rassicuro l'interlocutore.
    Ripasso il telefonino al proprietario che continua con il suo tono gentile a

    parlare del fatto che vuole andare a vivere da solo.

    Abbassa gli occhi come quando un gioco costa troppo.

    Chiede scusa alla persona al telefono e chiude la comunicazione.

     

     

    Parliamo ancora un po'. Mi chiede scusa per avermi fatto perdere tempo.

    I suoi occhi continuano ad essere delle finestre aperte su drammi dove volano sciami di farfalle.
    "Io non lavoro, prendo la pensione" mi dice guardando al di sopra delle mie spalle.
    "Vorrei stare da solo ma ho bisogno di qualcuno che mi aiuti, almeno all'inizio.

    Ma adesso non è possibile, mi dispiace tanto averle fatto perdere del tempo,

    io volevo sul serio prendere quel monolocale."

    Lui vive in una casa di riposo tra anziani e disabili.

     

     

     

    Distolgo ancora i miei occhi dai suoi troppo aperti,

    tanto da farmi vedere cose che non vorrei.
    Lo rassicuro e gli dico che tanto quel monolocale

    per il momento non si affitta e magari quando lui

    sarà pronto potrà essere ancora disponibile.
    Mi porge la mano scusandosi ancora,

    prende il suo zaino e mi ringrazia per la speranza.

    Il tocco delle sue mani è come i suoi occhi.

    Esce e lascia un po' delle sue farfalle e un grande buco da qualche parte dentro di me.

    m.c.m.


Commento

3 commento
  • devidmn, ALIENO69, e myr0 like this
  • devidmn
    devidmn tutti siamo 1 po strani,nessuno di noi è uguale,ma ricordati sempre ,sei 1 donna meravigliosa,il tuo essere è meraviglioso
    il 24 gennaio 2017 - 1 likes this
  • venntoo
    venntoo Devid il problema nn sn io in questo kaso,,,ma grz cmq
    il 24 gennaio 2017
  • devidmn
    devidmn ma è quello che pensi tu,vuoi ascoltarmi solo 1 volta
    il 24 gennaio 2017