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  • Topic: Più che curati dobbiamo deciderci.

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    • 04 settembre 2015 15.56.55 CEST
    • Più che curati dobbiamo deciderci.

      Ascoltando e leggendo le farneticazioni, apparentemente di buon senso, di qualcuno sembra che la soluzione sia facile facile e di pronta attuazione. Se guardo dalla visuale della mia finestra: i palazzi di fronte, la piazzetta del quartiere, tutto è incredibilmente attuabile; ma se comincio a pensare di essere soltanto una piccolissima parte della città, della regione, della nazione, del continente in cui vivo tutto diventa credibilmente difficile. Come è prassi nel modus operandi della società multimediale a dimenticarsi del buono ci vuole poco mentre sul cattivo ci soffermiamo parecchio.

      L'Africa, con le sue foreste (quelle del Bacino del Congo sono, dopo l'Amazzonia, le più grandi foreste tropicali del pianeta), ci offre piogge, umidità, protezione dal cambiamento climatico. Ma l'Africa è soprattutto il continente del nostro saccheggio. Ogni giorno decine di migliaia di tir, container, cargo, si portano via merci su merci: miliardi di valori in alberi, petrolio, oro, diamanti, Coltan e avorio. Divoriamo i loro minerali. Rubiamo la loro terra privatizzandola per gli interessi di governi e multinazionali. Squarciamo le loro foreste, saccheggiamo il loro mari, prosciughiamo le loro acque, massacriamo i loro elefanti. Stupriamo ed sradichiamo il loro sapere e le loro culture. Quello che non riusciamo a comprare per pochi soldi lo otteniamo corrompendo, destabilizzando e contrabbandando armi. Alle comunità africane lasciamo l'erosione dei suoli non più protetti dagli alberi, le falde inquinate dagli idrocarburi, siccità e alluvioni, conflitti e armi, paura e fame per terreni che non riescono più a produrre. E così, con grande impegno e grande velocità, l'Africa generosa si è trasformata in uno scomodo vicino. Un vicino che "rigetta" i propri figli verso altre terre, esponendoli alla morte, al rifiuto o a una difficilissima integrazione. Si chiamano "profughi ambientali". Qualcuno dice che saranno 50 milioni nel 2050, ma altri parlano di 200 milioni, più di tre volte gli abitanti dell'Italia. Ci piacciono? Non ci piacciono? Sono e sempre più saranno figli di Paesi depredati, flagellati dal cambiamento climatico; luoghi dove le foreste, le acque, i suoli hanno perso la capacità di proteggerci e di accogliere i nostri bisogni. Quelle facce sfinite e terrorizzate sulle carrette del mare sono i figli di quegli alberi, di quell'acqua, di quelle terre rubate. Figli che non possono rimanere indietro, perché dietro ci sono solo la fame e la guerra.  Secondo l’ONU il 40% dei conflitti è causato dalla competizione per le risorse naturali. Come non crederci?

      Il Coltan? Nessuno sa cos'è ! 

      Il coltan veniva sfruttato anche prima della Seconda guerra mondiale, ma è diventato strategico solo da qualche anno. Prima valeva pochissimo e nessuno voleva estrarlo. Spaccare le pietre sotto il sole non è un lavoro piacevole. Ora è richiestissimo dall'industria ultratecnologica e le concessioni si sono moltiplicate. A cosa serve il coltan? A vederlo così non somiglia a niente. Solo fango di sabbia nera con qualche debole scintilla di luce, come se fosse quarzo. Se gli si avvicina una calamita si attacca. In realtà il coltan è un minerale dall'importanza economica e strategica immensa. In particolare, spiegano gli esperti, serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione. Nei telefonini, per esempio, o nelle telecamere o nei computer portatili dove il problema più difficile da risolvere è quello della durata delle batterie. I condensatori al tantalio permettono un risparmio energetico e quindi una maggiore versatilità dell'apparecchio. Questa la spiegazione ufficiale. Ma parlando con i commercianti che esportano il coltan viene fuori un'altra strana verità. Il coltan è radioattivo e contiene anche un bel po' di uranio. Non è forse che questo faccia gola più della tantalite? Il commerciante che regala una bustina di polvere di coltan a Butembo, nella parte nordorientale del Congo, quella per intendersi controllata dagli ugandesi, consiglia vivamente. Oltre a essere l'ingrediente fondamentale nella costruzione dei nostri telefoni cellulari, il coltan è usato nell'industria aerospaziale per fabbricare i motori dei jet, oltre agli air bag, ai visori notturni, alle fibre ottiche. L'anno scorso quando in tutto il mondo occidentale la gente impazziva perché nei negozi la PlayStation 2 era introvabile, si era diffusa la voce che la vera ragione fosse la carenza sul mercato della sabbia nera. Per alcuni mesi la guerra ha impedito il lavoro nelle miniere e il coltan non ha potuto raggiungere le sedi della sofisticata industria hi-tech. Il prezioso minerale è naturalmente anche la causa della guerra che sta devastando il Congo e altri paesi. I proventi della vendita del minerale servono infatti a pagare i soldati e ad acquistare nuove armi.

      Volendo sintetizzare in un discorso crudo e  "violento" il problema non è una questione umanitaria ma semplice economica, riuscireste a vivere senza usare telefonini ultra moderni, computer superveloci, aerei e mezzi di trasporto rapidi ed altri ammenicoli vari? Se sì, cosa facciamo di tutte quelle famiglie che lavorano in questo tipo di imprese? Tralasciamo le conseguenze sull’indotto industriale relativo. Il punto focale non è come farli arrivare in europa o in una qualsiasi parte del mondo ma semplicemente che a nessuno economicamente conviene, perchè sarebbe manodopera a basso costo sì, ma totalmente da istruire. Notate come i vari media iniziano a fare distinzioni tra tipologie di emigranti siriani, (livello culturale superiore), africani (manovalanza semplice) e guarda caso la Germania che è sempre stata ostile ai flussi migratori inizia con aperure mirate, idem per l'Inghilterra. Avere un emigrato, istruito, laureato che fa il lavoro di ingegnere pagato come un manovale non è male. Poi c'è il discorso morale, umanitario e via dicendo tutto perfetto, secondo coscienza e religione se non fosse per il particolare che non conosco ancora qualche banca che dia credito sulle buone intenzioni o che accetti mutui pagabili con buone azioni. Cosa sono capaci di fare i politici per un voto in più.

      (fonte: by web)

      Post modificato da amigossiano 08 settembre 2015 01.01.27 CEST" ____________________________________

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